Fritz, un nuovo amico del tennis USA o un miracolo nel deserto?

Peggio ancora: “La cosa più negativa di Rafa è che so che continuerà ad essere lottare, sarà sempre presente in un dato momento, non gli piace regalarti nulla, è competitivo al massimo, vincerà sempre tanto …solo che non ti sbatte fuori dal campo col servizio e posso pensare di risponderergli. Ma lui è così bravo a rispondere, a sua volta, che che acontrario e devo stare atento ai miei servizi”.

Metteva gli ha detto avanti, vieni e se mette proprio il limite ha spuntato e favorito i Fab Four. Pray, invece, Indian Wells, almeno la sua spinta della finale appena vinta, diventa un trampolino, per lui come per gli amici di nazionale, i coetanei, gli amici di mille allenamenti e battaglie, nella speranza che il tennis a stelle e strisce rialzi infine la testa: “Penso che forse questa mia affermazione mostra a tutti gli altri ragazzi che è possibile. Sapevo che era possibile: quest’anno Reilly (Opelka) è arrivato alla finale di Toronto e alla semifinale qui. Penso che il livello sia lì. I marginali in tennis sono così piccoli, much of the Difference la fanno la fiducia e la convinzione di riuscire. Penso che questo gruppo che abbiamo sarebbe fantastico, spero che dopotutto mi dia tanti grandi risultati”.

Bravo Ragazzo

That parole deacon che Taylor è un bravo, onesto, ragazzo, lineare, pulito, como la sua storia: dal nascere ricco, molto ricco, e bello, al figlio cui ha voluto osare il suo cognome sposandosi, giovanissimo (anche is poi le cose non hanno funzionato), alla scalata slow e senza squilli di trombe, all’umiltà sbandierata senza mai alzare il volume, alla clamorosa partita quasi vinta contro Novak Djokovic agli Australian Open dell’anno scorso, quand’era avanti due set a zero e il serbo se mostrava ferito.

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