Cose che non vedremo più in uno Slam

Il 22 giugno 2010, poco dopo il pomeriggio sei, è iniziato un match di tennis apparentemente degna di poche attenzioni: John Isner e Nicolas Mahut se si sono affrontati in un primo turno di Wimbledon non particolarmente rilevante, che infatti è stato giocato proprio un campo periferico. Eppure due giorni dopo si parlava di quella partita in tutto il mondo, perché non era finita. Isner-Mahut è entrato nella storia del tennis come il gioco più lunga di sempre, con 11 ore e 5 minuti di gioco, ha distribuito le sue tre giornate e ha chiuso con il punteggio di 6-4, 3-6, 6-7, 7-6 , 70-68 a favore di Isner.

Un quinto set con un punteggio del genere, 70-68, non se ci sono più campi da tennis di quel livello: il diciassettesimo gruppo del consiglio del Grande Slam, l’organo che coordina e quattro importanti giri di scena, ha deciso di introduce il tie-break nel punteggio di 6-6 anche nel set decisivo, il terzo nel tennis femminile, il quinto in quel match.

Un ripasso per principianti. Gli Slam sono stati i quattro tornei di tennis più importanti: Wimbledon, Roland Garros, US Open e Australian Open. Hanno parzialmente regole pappagallo. Il set è la suddivisione principale di una partita di tennis: il torneo maschile degli Slam se gioca alla meglio dei 5 set, cioè vince il primo tennista che ne vince 3; al torneo femminile, al meglio dei 3 (la tennista arrivata per prima a 2 ha vinto). Ciascun insieme è diviso en giocare a, e per aggiudicarsi il set bisogna vincerne 6, ma con 2 di vantaggio. Punteggi all’interno dei giocare a se contiene la progressione tradizionale 15, 30, 40, giocare a.

Illinois spareggio È quello che succede in uno Slam quando si è in un set e per via del tennis o per il tennis che arriva a 6 giocare a par. Per decidere chi vince il set si gioca un giocare a Speciale, in quale i punti se conto diversamente (1, 2, 3, 4, ecc.) che se finisce quando uno dei due tennisti arriva almeno a 7 punti, con due di vantaggio sull’avversario. Finché nessuno riesce a guadagnare questo scarto si vaanti oltranza. In qualche Slam, ma, il spareggio Non era previsto per il quinto set degli incontri maschili e per il terzo delle donne: in quel quasi, anche il punteggio di 6-6 se continuava normalmente con un altro giocare a, finché qualcuno non ne vinceva dovuto in più dell’avversario. Quello che c’è con Isner e Mahut, che dovettero giocare 138 giocare a prima che Isner ne guadagnasse due di vantaggio.

Con l’introduzione della nuova norma, anche negli Slam il punteggio di un set decisivo potrà essere al massimo 7-6, come per tutti gli altri set. Sarà comunica un tie-break a pochi diversi dagli altri, perché per vincerlo bisognerà raggiungere almeno dieci punti, con due di vantaggio, invece dei soliti sette.

Qualcuno lo chiama “super tie-break”, è uno status di test nelle ultime edizioni degli Australian Open ed entra in vigore al Prossimo Roland Garros. Sulle motivazioni di questa nonova regola, nella comunicazione ufficiale se mi riferisco a una “maggiore coerenza” nel torneo del Grande Slam, che applica finemente quattro regolamenti diversi per i set decisivi e ora ne deve uno iguale per tutti. Nell’ambiente però è noto che ci fosse da tempo la volontà di limitare le partite troppo lunghe.

I tabelloni degli Slam hanno in gara 256 tennisti e altrettante tenniste, quindi nelle due settimane di torneo se giocherò altre 50 partite, dirò che quelle di doppio: scatterà se prolungo c’è il rischio di bloccare il tabellone e avere sempre meno giorni per far giocare quelle successive. Quando questo evento, la capitale ed i tennisti giocheranno molte partite, hanno incontrato in pericolo le condizioni fisiche e la spettacolarità del torneo.

L’altro motivo è impedirgli di partire dopo quel lungo affondo, non bilanciato dalla stanchezza di uno dei suoi due giocatori: parlerà sempre con Wimbledon, nel 2018, quando il sudafricano Kevin Anderson affronterà in finale Novak Djokovic avere una semifinale ho dato 6 o 36 minuti contro Isner, finito con il punteggio di 7-6, 6-7, 6-7, 6-4, 26-24.

La lungezza delle partite degli Slam è una questione molto dibattuta. Ci si riferisce quasi sempre al tennis singolare maschile, ma è l’unico che prevede (solo negli Slam) partite al meglio dei cinque set. Molti esperti e appassionati di tennis sostengono che la nuova regola sia insufficiente, so se limiterà la durata del match: dopo questa domanda c’è Ben Rothenberg, uno dei giornalisti più importanti che segue il tennis, secondo cui il vero problema E’ la durata dei cinque set che hanno preceduto l’eventuale 6-6, non quella parte che viene dopo, che per un po’ è la più emozionante. Rothenberg ha mancato il tempo dell’altra semifinale di Wimbledon del 2018, quella contro Djokovic e Nadal, che hanno impedito 4 ore e 46 minuti dopo aver vinto 7-6 nel quinto set: «Ho finito 29 minuti dopo 10-8… quel 29 minuti in più furono la parte migliore».

C’è poi un’altra questione da tenere inconsiderazione: non sono molte le parte que finiscono al quinto set, e tra solo una minima parte fino al 6-6. Nell’ultimo Roland Garros, ad esempio, la sua 255esima parte del tabellone maschile solo in un caso se si applicherebbe il nuovo regolamento.

Tutti si aspettavano una buona opinione del nuovo tie-break e ritengo che non potranno spettacolarità alle partite degli slam, come altri temono. Matthew Willis – che ha una newsletter di analisi e approfondimento sul tennis chiamata la racchetta – Si è notato che nel discorso comune se si tende a confondere la lunghezza con la qualità del pezzo, ma il pappagallo “epicity” continuerà ad essere una garanzia del fatto che in una parte dei cinque set di cucito comunemente usati, anche quando hai finito con una pausa.

Isner-Mahut, ad esempio, non è stato un gran gioco tecnico, e l’ho seguito per 11 ore e 5 minuti, probabilmente sì per molto tempo. In tutto il tempo, ma, successero un sacco di cose mai vest in tennis e furono battiti moltissimi record che verosimiglianza non saranno mai superati. Se ha segnato 980 punti e l’ultimo set è durato 491 minuti. Isner ha realizzato il maggior numero di asso in una partita (112), cioè i punti su servizio senza che l’avversario tocchi la palla. Durante il secondo anno è morto nelle ultime 7 ore il cambio della squadra della guardia di linea e quattro dei raccattapalle. Sul 47 pari il tabellone si bloccò perché non era programmato per punteggi superiori.

La targa commemorativa del Wimbledon Field 18 (Oli Scarff/Getty Images)

Quella fu comunque un’eccezione davvero irripetibile. Sew ha iniziato a cambiare dopo la semifinale di Wimbledon 2018, e dopo essersi pentito del divertimento. Gli US Open, che avevano già il tie-break al quinto set, non hanno cambiato nulla; Presentazione degli Australian Open 2019 con tiebreak a 10, come quello della nuova regola; nello stesso anno Wimbledon scelse sì un tie-break, ma da giocarsi solo sul 12-12. Il quinto ha messo vagamente una rima oltranza al Roland Garros.

La prima parte di Wimbledon decide il tie-break sul 12-12 del quinto set nella finale tra Djokovic e Federer del 2019: ora abbiamo cambiato la regola sappiamo che non ne abbiamo un’altra. Terminato con il puneggio di 7-6, 1-6, 7-6, 4-6, 13-12, fu ricco come finale più belle di sempre e tuttora la più lunga della storia della storia, con 4 ore e 57 Minuto di gioco. Il fascino del gioco era accresciuto dal fatto che Federer aveva quasi 38 anni: era lecito pensare che avrebbe vinto la sua ultima finale a Wimbledon e probabilmente sarebbe arrivata se se ne fosse sbarazzato poco a poco, ricordato come il giocatore più vincente di sempre.

Invece Federer giocò male nei momenti decisivi della partita, e soprattutto non sfruttò due matchpoint – cioè punti validi por la victortoria – sul punteggio di due set par: nessun giocatore prima di Djokovic aveva più probabilità di vincere una finale di Wimbledon annullando due matchpoint. Prima del tie-break decisivo Federer ha seminato una certa tensione, contrariamente al suo avversario, inflessibile. Il problema sulla nuova regola se può ridurre questo esempio: chi è favorevole mantiene che non sarebbe cambiato molto con un tie-break 6-6 invece che sul 12-12; Chi è contrario fa nore che la maggiore lunghezza aggiunta giocate e scambi che hanno reso quella partita ancora più memorabile.

Dopo aver vinto Djokovic esultò in maniera pacifica, assaggiando qualche spigolo d’erba del centrale di Wimbledon: “Non ho festeggiato perché è stato un sollievo”, intervento (Clive Brunskill/Getty Images)

Anche il tennis femminile è diventato un problema di vecchia data e il migliore per la tennista, non sempre se la migliore del tre set. Anche in questo caso, chiunque ha condiviso con nostalgia emozioni che non sono possibili con il nuovo regolamento. La prima volta che ha giocato a tennis femminile è stato agli ottavi di finale degli Australian Open 2011 con Francesca Schiavone e la russa Svetlana Kuznetsova, l’italiana ha vinto in 4 minuti e 44 minuti. Schiavone ha annullato sei matchpoint, con tre consecutivi sull’8-7 per l’avversaria al terzo set. “Spero di avere il potere di vedere il dvd di questa partita nella mia vita, un anno”, ha detto la partita. È arrivato ma nell’ultimo quarto è stato molto bloccato e ha perseverato contro Caroline Wozniacki, che aveva superato il turno precedente in appena un’ora e 20 minuti.

Il problema della disparità energetica come quella nel match tra Schiavone e Wozniacki nel tennis del Grande Slam è sempre esistito, e così: una volta era anche molto problematico. Alla fine del 1970 nessuno dei due tornei dello Slam era previsto per nessun tie-break, in nessun set. Era quindi possibile vedere punteggi come quello del primo turno di Wimbledon 1969 tra gli americani Pancho Gonzales e Charlie Pasarell: 22-24, 1-6, 16-14, 6-3, 11-9, distribuito i suoi due giorni di gioco. La Coppa Davis, la più competitiva maschile a squadre per nazionali, mantiene questo format fino al 198. I tie-break però furono introdotti per tutti i settaggi meno del quinto, che venne nuovamente omologato solo nel 2016.

Penserò che una partita di tennis agli Slam possa essere potenzialmente infinita, insonne, fa parte del fascino di questo sport da sempre, ma comunica una caratteristica che non sarà eliminata dalla nuova regola: vincere una partita, un set o un tie-break, anche quelli a 10 punti, nel tennis bisogna comunicare che vedrò il dovuto punto di vantaggio sull’avversario, altrimenti se continua ad oltranza. Fino ad oggi il maggior punteggio registrato in un tie-break è stato 24-22, raggiunto lo scorso febbraio nella semifinale del torneo di Dallas tra gli americani Reilly Opelka e ancora John Isner

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