Halep e Muguruza non danno skipass, entrambe fuori tre settimane

Qualsiasi individuo, sportivo o meno, che faccia parlare per quanto ne so questo dà avere un libro dedicato, anche anni dopo la sua ascesa, che per quanto non dovrebbe continuare a stupire, è a grande. Quando la cronaca di tutti i giorni si passa al racconto, al racconto che deventerà storia e poi (con ogni probabilità) leggenda, si è davanti a di unico. Così com’è unique l’uomo in missione da Belgrado, e ne abbiamo avuto un’ennial riprova: il 22 marzo, poco più di una settimana fa, “Spelling e Kupfer“, casa da notare nell’editore sportivo, ha ordinato a tutti i francobolli una grande descrizione, con emozioni e momenti di partenza, dal corriere di uno dei personaggi più interessanti del momento : Novak Djokovic. Come sappiamo, in questo momento il serbo è al centro della varietà di Discussioni che sono motivate proprio dal tennis per entrare in un campo politico-sanitario che guida le idee e le convinzioni del Nole. Nel libro, non un caso, Simone eterno dedica infatti l’ultimo capitolo alla questione COVID e vaccino, che sta negando a Nole di difendere la sua posizione e il suo numero in campo, mettendo al secondo posto lo sport che ha reso il mito che è diventato.

Sport che ha contraddistinto, e contraddistingue, anche la vita dell’autore dell’opera, al primo libro dopo aver tenuto il noto podcast “Schiaffo al volo“truffa Jacopo Lo Monaco : Eterno ha seguito 39 Slam, in 15 giorni su invito, un altro dei principali eventi del circuito, dove offre un panorama intenso e completo dell’attuale vettore (in attesa del quarto di Medvedev a Miami, molto chiaro nella conferenza stampa su quale sia il suo obiettivo) numero 1 al mundo, un uomo che non è mai estato del tutto amato, e mai del tutto odiato. Un uomo che però senza ombra di dubbio ha scosso gli animi di tutti gli appassionati nel profondo, dividendo e creando Discussioni (e non è questo sullo sfondo per rendere grande?) senza dall’inizio della sua carriera. Carriera che nella presentazione del libro viene negli effetti racchiusa in due momenti iconici :” Il 14 luglio 2019, a Londra, all’interno di uno stadio traboccante di spettatori ormai fuori controllo, Roger Federer è a un solo punto dalla conquista del nono titolo di Wimbledon, settimo successo in un torneo Slam. Dall’altra parte della rete, però, c’è un giocatore che si chiama Novak Djokovic: un che, lottando da solo contro quindicimila persone, riuscirà a ribaltare un finale che pareva già scritto; uno che in conferenza stampa dirà: «Quando il pubblico grida: ‘Roger! Ruggero! quello che sento nella mia testa è: ‘Novak! Novak’». Due anni dopo, a New York, è Djokovic a disputare la finale degli US Open per raggiungere la famigerata quota 21, oltre che completare il Grande Slam, traguardo atteso nel tennis da più di 50 anni. Ma è sotto di due set e, al cambio di campo, il russo Daniil Medvedev servirà per chiudere il match. A New York, più che altrove, Djokovic non è particolarmente bello, ma è imponderabile: l’intero stadio si alza ad applaudirlo ea scansionarne il nome. Djokovic se gli batte il cuore, ma non prova a strapparlo: questo ancora piangendo quando posiziona a pieno titolo il campo per arrivare al termine della partita da cui uscirà finito.

Questi due momenti incarnano forse più di tutti quanto il mondo del tennis (e non solo) abbia sempre ballato per amore e odio, per venerazione e timore, nel confronto del Cannibale di questi anni, dillo che se temi ancora prima di walk in the field e che con le sole corde vocali sembrava ricacciare indietro gli avversari. Il destino del campione lo ha segnato, e la vita che ha visto lo ha premiato. E Simone Eterno, con saggezza e leggerezza, prima e poi uscì dalla rivalità che durò, il vecchio e le sue risate, più soprattutto ci restituzione il Djokovic vero, quella del 41-0, del Grand Slam sfiorato, arrivando finalmente al ultimo post L’odiosa vicenda che la lega al COVID e al vaccino. Un vero must have per i tifosi di Djokovic, per amarlo di più; Per i detrattori, per rivalutarlo (e infundo chi disprezza vuol pagore) e infine per gli appassionati di questo sport meraviglioso, per rivivere ricordi di giorni più dolci e battaglie sul filo del rasoio quasi omeriche. Un libro che entra nei meandri torbidi e nei ricordi più scuri, nelle cose apparentemente insignificanti, ma che in realtà sono tutto. Perché la grandezza è nelle piccole cose, e per essere numero 1 i dettagli sono fondamentali.

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