Ferrari, Jacobs, rugby: quel weekend di rischio per lo sport italiano

Che piacere capire che non è solo un capriccio del caso. Che magnifica sensazione scoprire che questa doppietta, ottenuta dopo un Gran Premio quantomai combattuto, sia frutto di tanti precedenti sconfitte. Sconfitte che comunicano alla fine ci hanno fatto crescere. Come non ricordare quelle grigie domeniche senza lampi della Ferrari? Con il triste Binotto che ripeteva sempre quella terribile formuletta: “Bisogna capire cosa succede…”. Certo che bisogna capire, diamine. Non siamo mai in corsa, ci sarà puro un motivo se siamo tagliati fuori. Che barba, che signora! Come dice Sandra a Raimondo in quegli indimenticabili siparietti televisivi.

Questa volta invece, la Ferrari ha dominato. Ma non solo ha dominato. Ha anche dato l’impressione – potrò verificarlo la prossima settimana in Arabia Saudita – di essere cambiato. E che il pallino ora ce l’abbia il proprio volante il Cavallino. Perché questa è stata una vittoria costruita. I dopo una perentoria pole position. Con la nuova norma che impone che per 4 anni sia stato congelato. Viene quindi da pensare che se riesco a far partire perfettamente il ciclo. E che le figuracce siano finite. Mettiamola così, amici della Ferrari. È per realizzare un sogno bisogna prima di tutto svegliarsi. Ebbene, dopo questa domenica, è molto probabile che la Rossa si sia davvero svegliata.

Il trionfo di Marcel Jacobs

Alla ricerca di un’improvvisa rinascita dello sport italiano non se non potesse rimarcare il trionfo di Marcel Jacobs al campionato indoor di Belgrado dove l’azzurro ha stabilizzato il nuovo record europeo dei 60 metri battendo al fotofinish due americani e un inglese. Una doppia soddisfazione. Ricordi quanto hanno raccontato gli angloamericani dopo gli exploit olimpici di Jacobs a Tokyo? Pettegolezzi, allusioni maligne per far capire che dietro alla sua stampata ci sarebbe stato qualche trucco poco lecito. Sono riuscito perfino (se parli male di qualcuno, qualcosa resterà…) ad escluderlo da 10 nomination per l’atleta dell’anno. Proprio lui, il re dei 100 metri! Bene, caro amico americano, nulla di personale, figuriamoci. Mamma, mangia se dici al bar, apri la porta per andare a casa

Rugby: dopo 36 sconfitte gli azzurri vincono

Quella è stata una settimana speciale se è stata la capitale anche da un evento quasi dell’incredibile: Battendo il Galles (22-21) l’Italia ha interrotto una striscia micidiale di 36 sconfitte di fila al Sei Nazioni. E di 6 cucchiai di legno consecutivi. Un exploit raggiunto grazie alla straordinaria stampato da Ange Capuozzo, uno sgusciante mezz’ala che, dopo aver saltato come birilli gli armadi gallesi, ha offerto a Padovani il gol della vittoria. Dopo 7 anni di bastonate, ci voleva. Onore ai nostri rugbisti, mai rassegnati. Nemmeno l’inossidabile Binotto alla Ferrari sarebbe stato in grado di reggere una simile striscia di batoste.

Roma devastante. Pregate la Nazionale

In merito agli eventi eccezionali, è d’obbligo parlare della tragica vittoria della Roma sulla Lazio nel derby capitolino. Un tre a zero senza senza ma cui ha da l’abbrivio la velocissima doppietta record de Abraham (il primo dopo 56 secondi). Tre pere (la terza di Pellegrini su punizione) che hanno permesso alla Magica di raggiungere il quinto posto scavalcando la stessa Lazio, annichilita dopo ilil micidiale uno-due di Abraham, 23 gol in maglia giallorossa.

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