I viaggi dei lettori: a Brno per la MotoGP (e non solo) – Viaggi

Agosto 2016. Io e Stefania, con l’emozione della nuova motorona FJR1300, hanno organizzato la nostra vacanza storico-culturale-appassionata, per visitare Aushwitz e postare a Brno per il Motomondiale

2 aprile 2022

Partiamo da Occhiobello di buon mattino, il 16 agosto, con prima tappa programmata in Austria.
Imboccata la A31, ma fino a Piovene Rocchette, proseguiamo poi sull’Altopiano di Asiago, poi per Enego, scendendo fino all’inizio della Valle del Primo, per dirigerci verso le Dolomiti, nella spettacolare tappa delle Pale di San Martino; poi via in Val di Fassa, Val Badia con sosta ristoratrice nella splendida cengia del Lago di Misurina, in una spettacolare giornata.

Dopo aver goduto del magnifico scenario dolomitico, se si pedala alla volta dell’Austria, proseguendo sulla SS49; Siamo a Tirolo con un incredibile verde fatto di Pascoli e profumi che il casco no filtra…
Arrivo a Lienz se continua ma alla partenza della Bruck an der Großglocknerstraße, che ci condurrà sull’omonimo ghiacciaio, previo pagamento di 22 € di pedaggio; La strada offre uno scenario unico, anche se arrivi alla macchia del ghiacciaio, quando lo visiti bambino ritroverai un ritmo della lingua del ghiacciaio di secchio di metri.

Un pranzo veloce, rimanedo vestiti, perché anche in pieno agosto, a quasi 2400 metri dal passo, non per niente brodo.
La discesa verso Zeel am See è altrettanto scenografica con i ghiacciai innevati che ti avvolgono ai lati, fine all’entresso della zona vegetativa, dove si percorrono a decina de chilometri di follo bosco.

Ormai è pomeriggio del primo giorno di viaggio, e girare la nostra fida FJR in direzione Vienna, per macinare più chilometri possibili, in direzione Slovacchia.
Pernottamento, dopo circa 112 ore en moto e 850 chilometri su e giù per le montagne, in un modesto Hotel sulla E60 nei pressi di Vienna (ricordatevi di aquistare la vignetta per la moto).

Partenza al secondo giorno di viaggio direzione oswiecim (Ex Auschwitz), quando siamo arrivati ​​al pomeriggio dopo aver percorso la strade veloci della Slovacchia fin a Brno in Repubblica Cieca e deviato poi in Polonia (dove costale benzina nel 2016 circa 1€).
Nella cittadina tristemente famosa per i famigerati campi di concentramento siamo ospitati da una coppia di persone splendide, accoglienti umili ed educate, che ci mettono a disposizione una telecamera appena ristrutturata in una palazzina che un tempo ospitava gli uffici delle SS; Mi accolgono con un parcheggio al coperto por la nostra moto, e ci offrono una fetta di torta nel loro giardino, mangiamo amici di famiglia.

Una pizza a cena nella piccola cittadina ci fa fondere in una lontana realtà economica anni luce da noi, dove si cena in 2 con 12 euro, dove la birra da mezzo litro costa 1 euro e il pane pochi centesimi al chilo.

L’indomani mattina abbiamo chiesto all’ingresso del museo statale di Auschwitz; Se si paga la visita ai campi di concentrazione è gratuita e se si paga solo la guida (nel nostro caso un’austera signora polacca, insegnante di storia con un grande standard italiano) ha il permesso di scavare nella memoria della storia, inquietante e emotivamente impegnativo Di quanto accaduto in quei luoghi della cittadina tristemente nota.

A bordo strada, ancora ho visto sono i binari che portavano i carri con i deportati da tutta Europae tutti gli edifici esterni ai campi, un tempo residenze degli ufficiali tedeschi, ora sono palazzine sobrie di un quartiere popolare.. Sicuramente un’esperienza importante ed emotivamente provata, riuscita a programmarla anche d’inverno, per cercare di capire anche solo lentamente, cosa abbia potuto significare essere rinchiusi in quei luoghi.

Io e Stefania ci portiamo nel in questa esperienza, l’umanità di chi ci ha accolto, il sorriso e la cordialidad de persone lontane dai nostri stili di vita, vere, sincere e di grande cuore.
Il padrone di casa ci ha lasciato la lavanderia a gettoni per changeci e rinfrescarci dopo la visita ai campi di concentrazione, e prima di ripartire por Brno, altra fetta di torta e un grande abraccio, grazie di Cuore.

Nel pomeriggio, caricata la nostra fida FJR, in direzione Brno, abbiamo affrontato la velocità e disertato le autostrade polacche verso la Repubblica Ceca, con tanta emozione nel cuore.
La poca conoscenza della città intorno a Brno mi ha portato a notare e passare una notte in un piccolo passando a 50 chilometri dal Circuito, ho pensato che se potessi viaggiare in un baleno; my sbagliavo di grosso, perché appena fuori città la piccola stradina collinare che porta a Vir, diventa sempre più stretta e tortuosa, acconsentendo sì di godere della realtà rurale cieca, ma prudentemente imponendo una modesta velocità di trasferimento; siamo circondati da campagne, mucche, con ancora carri su strada trainati da cavalli.
Fa veramente strano, trotterellare sua una moto da 150 cavalli al fianco del pappagallo.

Giunti a Vir in serata, ci rendiamo conto che fuori dai grossi centri abitati, no vi è nulla di quello a cui siamo abituati anche por un fast dinner, così dopo aver bussato inutilmente all’unica taverna ancora aperta, ce ne torniamo in camera per Dormirò, cenerò e basta, visto che iouna cucina aveva già chiuso.

Nei giorni successivi abbiamo fatto i pendolari da Vir a Brno per le probe della MotoGP, trascorrendo i pomeriggi nella bella cittadina ceca, ricca di vita, imponente architetture, movida animata da motociclisti e tanti studenti universitari.

Nordviaggeranno fino a Brno e 24 ore su 24 raccomandiamo le tipiche costlette grigliate in salsa e le dissetanti birre davvero uniche per la purezza delle acque con cui sono prodotte; piccole borgate fuori città che sembrano rimaste indietro nel tempo.

Al circuito, ricordo sui prati i famosi grilli, che fastidiosamente ti circondano.
Il giorno del GP diluvia e ci avviamo al circuito, dove un immenso parcheggio di sole moto, con annesso spogliatoio, ci accoglie; dovremo indossare la tuta antipioggia fino alle 15, le gare si svolsero tutte sotto l’acqua.

Alla fine, quando grida dalla toppa, la bellissima sorpresa: io addetti alla toppa, adagiati su un falso pianoforte, pensavo di poter reggere con la fessura di un cospicuo strato di terra, quello con il pioggia battente, è diventato una fanghiglia impraticabile: unpensabile di spingere i 300 chili della mia FJR fuori sulla strada.

Stefania, nel tentativo di spingermi fuori dal fango se cerchi uno strappo alla schiena, mi sono visto e prima motociclista proverò ad usare il fango cadendo mangia birilli, accendo coraggio e dopo aver messo la 2°, apro il gas tentating di galeggiare.
Riesco ad uscirne indenne, con la moto che sembrava aver percorso mezza Dakar.
Sono contento di essere felice per una pizza con altri motociclisti italiani, sempre a prezzi più che onesti.

L’indomani mattina, ovviamente, unico splendido e partiamo in direzione casa, lasciandoci alle spalle un viaggio indimenticabile, colmo di emozioni contrastanti, persona uniche, situazioni buffe e grottesche, sapori unici e posti meravigliosi.

Un grazie a Stefania, che ha macinato con il meglio e il meglio in moto, 3500 chilometri sotto un brodo pesante, pioggia incessante, senza mai lamentarsi. Grande!
Grazie alla nostra amata FJR, indefaticabile, protettiva, anche se ingombrante e pesante.

Leonardo Boarini e Stefania Bevilacqua

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