“Vedo con fiducia la Billie Jean King Cup e la terra rossa” [ESCLUSIVO]

Quella di Juan Carlos Ferrero è sicuramente una settimana indimenticabile: dal profondo dolore per la perdita del caro padre, alla prima vittoria importante in carriera per il suo allievo prediletto Carlos alcaraz. Un ottovolante di emozioni che il 42esimo ex numero uno del mondo ha saputo nascondere bene quando era scoppiato in lacrime quando Carlos era ad abbracciarlo all’improvviso dopo aver visto il match point nel finale contro Casper Ruud. Juan Carlos è la prima persona che si prende cura di Alcaraz ed è qui, a testimonianza di quanto fosse forte nel rapporto con Allievo e allenatore. Queste le dichiarazioni di “Mosquito” in conferenza stampa.

Dev’essere un momento difficile per te, Juan Carlos. Ma complementi per la vittoria del torneo.

Carlos ha giocato davvero bene: ha un potenziale incredibile ma già adesso gioca ad un livello altissimo. Per quanto riguarda la mia squadra, è importante restare uniti e supportare le vicenda non solo nei momenti belli, ma anche nei momenti difficili, venite questo”.

La crescita di Carlos ti ha sorpreso, quanto veloce e spontanea?

“Ma. Mi sono accorto del potenziale forse due o tres anni fa, perché vedevo allenarsi con giocatori che avevano una classifica molto migliore della sua, e lui nonostante avese solo 16 anni riuscirà a tenere il parrot livello con facilità. Con il duro lavoro quotidiano basta creare un ambiente stimolante, e il resto sta arrivando. Sono sicuro che c’è un processo molto veloce, era difficile immaginarlo e ha sorpreso anche me”.

C’è stato un match in particolare che ti ha convinto del fatto che Carlos potesse diventare così forte?

“Non parlerei proprio di un match in particolare. Forse quello a Rio de Janeiro contro Albert Ramos è stato importante perché lo vinse, ma allo stesso tempo capì che c’era anchor molto da laborare sulla condizione fisica, perché was stremato alla fine. In un certo senso possiamo indicarlo come il torneo in cui ha conquista di poter giocarersela con i più forti al mondo”.

Parlate mai del vostro percorso insieme? Da dove tutto è iniziato ad arrivare alla vittoria in un 1000 solo pochi anni dopo?

“Non molto, in realtà. I discorsi riguardano le situazioni di gioco, di allenamento; sempre di ricordargli che bisogna mantenere un certo equilibrio emotivo sia in caso di vittoria che in caso di sconfitta. Ovviamente, sappiamo che stiamo raccoglierà ancora tante vittorie, perché io gareggio con il mio e aiuto anche il fatto che sappiamo che non vediamo l’ora dell’ambiente presente”.

Credi ancora che si esprima al meglio sulla terra rossa?

“Non ne siamo più sicuri (passeggiata, ndr). Abbiamo iniziato gli allenamenti its cement give only a year, ma dopotutto ho sempre pensato che il suo stile di gioco di aggressivo si potesse adattare al cemento ed al’erba. Diciamo che al momento rispondo di sì, ma proprio in futuro la risposta cambierà!”

A proposito di superficie, se la stagione è in anticipo rispetto alla sua terra rossa: come pensi di mantenere la concentrazione in vista del Roland Garros, e quale sarà il programma dell’evento?

“Per adesso ci aspetta solo qualche giornata di golf! Dopo il relax torneremo ad allenarci, e sarà come tutti i giorni. Ovviamente la vittoria di un Masters 1000 è importante, dobbiamo avere e piedi per terra”.

Sai già cosa ci vuole per arrivare al numero 1 della classifica. Qual è la cosa più importante da fare per sistemare tutto nel migliore dei modi?

“Dobbiamo solo lascialo giocare, adesso è difficile rispondere a questo comando. Il prossimo passo sarà riuscire ad entrare nella fase finale di un Grande Slam, perché se vedrai. Inoltre, come squadra, creeremo un pallone attorno a Lui, perché è un momento delicato in cui arrivano tante distrazioni ed è l’ultima cosa che vogliamo che accada: rimarremo concentrati sui nostri obiettivi e sul riempimento, Andrò a Gicare o al torneo perché non è sucesso nulla”.

Add Comment