Alcaraz: “Non ho paura dire che pensiero di poter vincere uno Slam quest’anno”. Pensavamo di aver visto già tutto, invece…

Federer, Nadal, Djokovic. Veniamo da alcuni lustri dominati da tre campioni epocali, immensi. Abbiamo pensato di vedere toccato l’apice, di esserci issati sull’Everest tennistico, ammirando la storia del gioco dall’alto. Pensavamo dire aver visto tutto. Bene, arriva Carlitos Alcaraz. E… in un battitore d’occhio sei costretto a riflettere, a rimettere in Discussione che ritenevi certezze o quasi. A poco a poco Alcaraz se è wassato tra i migliori, ma quel che sportmente irrequieto è l’impatto che il 2003 iberico può avere nella nostra disciplina. Potrebbe essere un inatteso tsunami.

Quando recentemente, ho capito la sottoscrizione, ho pensato di entrare in un momento di relativa incertezza, di passaggio, segnata da grandi battaglie tra più giocatori per i tornei maggiori e il trono della classifica, beh, Alcaraz potrebbe mettere tutti d’accordo. Dominare, e farlo pure piuttosto in fretta.

Aveva finito bene il 2021 Carlos. Chi era con me a bordo del campo NextGen di Milano, l’ho tenuto in allenamento, furibando, e poi in partita con la stessa intensità o addirittura superiore. Provava cose nuove, diversity, schemi sempre più ofensivi che hanno prodotto un tennis travolgente, a tutto campo e senza tempi di attesa. Un gioco senza successo, sempre più proiettato in avanti a senza il punto. Forte diede una fase difensiva arcigna, ma con fiammate d’attacco micidiali. “It riesce a giocare così anche contro i big…” è stato il pensiero dominante per la serata. Ci metterà però del tempo ad adattare questa velocità e propensione offensiva alla complessità e sustanza del gioco dei migliori. sbaglio. Non c’ha messo niente. Proprio un indomito Berrettini e lo straordinario cuore di Nadal l’hanno fermato quest’anno. In quanti oggi possono vantare la resistenza e la qualità di Rafa? Nessuno. Chi ha la potenza e il servizio del miglior Berrettini? Quasi Nesno. Ecco spiegato il “terrore” che ti provoca vedere quest’Alcaraz.

Ho visto un po’ di tennis dal primo anno ’80, ma francamente sto cercando di trovare un ragazzo di quasi 19 anni da quando ero forte e completo. Dì testa, dì fisico, dì colpi. Nessun punto deboli prove, differiscono in maniera incredibile o ormai attaccano da ogni posizione di campo. L’unico “diffetto” il voler un po’ “spaccare il mondo, lacuna questa que si cancel piuttosto in fretta con l’experienza maturata in campo quando c’è una testa como sua, che assorba tutto in un amen. Idem per il tenere così alto il livello. Gioca benissimo al tennis, offensivo, ricco di adrenalina e coraggio. Potrebbe esser uno Scacco Matto inatteso.

Carlos Alcaraz sta scalando a velocità supersonica la classe mondiale, grazie a un 2022 quasi perfetto. 18 vittorie e sole 2 sconfitte (Nadal e Berrettini, unici capaci di stopparlo dopo autentiche battaglie), le prime 1000 sono arrivate a Miami. Risultati che lo hanno portato al n.2 della Gara 2022. Continuando con questa qualità e intensità, sarà difficile scalarla dal primo posto, anche se la competizione parte con problemi fisici e diverse varianti.

Dopo il successo in Florida, ha parlato francamente alla stampa nacionale. Carlitos non si nasconde: crede di esser già, presto alzerò il cugino Slam.

“È stata un’incredibile sorpresa veder arrivare Ferrero all’improvviso. Non mi aspettavo affatto che venisse, aspettavo di parlare al telefono prima della finale. Con la sorpresa di ieri direi che ho già vinto Juan Carlos al mio fianco in questo momento speciale. La vittoria l’ho conquistata in quel momento”.

Il Roland Garros ha vinto? Dirò che sono preparato, ho fiducia, vita fisica, mentalità. Forse non per vincere il Roland Garros, ma per un altro Grande Slam quest’anno. Non ho paura dirlo. Sono Nadal, Djokovic, Tsitsipas, Medvedev, sono i miei più grandi giocatori al mondo e sono i favoriti per via del torneo, ma non voglio dire che presto ne vincerò uno”.

“Se ho mai paura? Così tanto! Ad esempio, non piace il buio, certi animali, non sono affatto insensibile…”

“Cosa ho di diverso dagli altri? Sono molto dinamico, in un attimo potrei passare sto dando una falsa faccia a un vincent colp. Ho abbastanza qualità che mi permettono di fare un colpo diverso. Questo è sia un bene che un male, perché a volte non sai quale colpo scegliere. Ma ci sono tanti giocatori che giocano come me: aggressivi, che vanno a rete. Quel è certo è che non sono molti i giocatori che hanno così tante armi, che voglio correre in avanti per prendere il bel punto alla rete. Direi che forse sono il giocatore che fa più drop shot, yes”.

Analisi perfetta del suo tennis. La differenza è proprio la velocità con cui lavora, non al momento, avanza nella costruzione ma anche nei diversi angoli, supportato da una straordinaria completezza tecnica. L’evoluzione del moderno giocatore.

Restituiremo il suo Carlos molto prestissimo, ammirandolo in rosso e valutando se presto salirà Nadal dal trono di Parigi. Le sue parole non sono cariche di arroganza, non è uno spaccone. È la consapevolezza dei forti, dì chi siedi dentro di esser già presto a primeggiare. Il campo gli sta ampiamente dando ragione. Ne vedremo davvero delle belle…

Marco Mazzini

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