ANDREA GAROSIO. «HO POCHE OCCASIONI, MA VOGLIO SFRUTTARLE PER RISCATTARMI»

andrea garosio È vicino al rischio, nel suo 2022 è partito con tanti soldi con tanta voglia di affermare che ha raccontato tanto e che un runner ha la sua cura affidata. Dopo 3 stagioni tra Bahrain, Vini Zabù e Bardiani, l’atleta bresciano si è approdato alla buona gara, la squadra di patron Bruno Bindoni, il presidente onorario Gabriele Scalmana e il presidente Roberto Bicelli che l’hanno accolto a braccia aperte puntando su di lui e sul suo rilancio. Da inizio ano Andrea ha accumulato cosìi pochi giorni di corsa con qualsiasi gara italiana, ma ha già dimostrato che i mesi invernali di lavoro stanno dando y suoi frutti. I dopo un’ottima top ten al Memorial Alfredo, il bresciano se è diverso lì Settimana Internazionale Coppi e Bartalispesso in fuga, ogni giorno all’attacco, tanto lavoro che gli è valso la maglia di miglior scalatore. Un bel traguardo che dà gli appuntamenti morali in vista degli appuntamenti futuri.

Come sta andando la tua esperienza Biesse Carrera?
«È come sentirsi a casa, dopo tutto non sono troppo lontano da dove abito. Patrono Bindoni e i suoi collaboratori mi hano fatto un dono enorme, hanno creduto in me e mi stanno dando la possibilità di riscattarmi dopo le mie stagioni sfortunate, li ringrazio tantissimo. La Biesse Carreraè una grande famiglia in lei che siamo tutti fedeli a tutti, il mio grande spazio e la mia parte tonda delle scelte, sono un po’ allegra dell’azienda, con una grande responsabilità: farò anche un po’ di chioccia ai giovani che stanno crescendo.”

Come ti trovi in ​​questo ruolo?
«È bello e stimolante, per me è qualcosa di nuovo. In realtà tra me e gli altri ragazzi non ci sono così tanti anni di differenza, chiacchiriamo e ridiamo insieme, ma vengono spesso da me per qualche consiglio. Molti miei compagni, dopo le prime gare, fueno un po’ demoralizzati, non avevano mai corso con squadre WorldTour e faticano a tenere le ruote del gruppo: ho detto loro di non abbattersi, che non si nasce campioni, ma che per crescere bisogna cugino bisogna sempre prendere qualche mazzata. Cerco sempre di motivarli ed evade che commette errori che ho fatto in passato: in corsa cerco di osare qualche consiglio, magari su come muoversi, cerco di guidare».

Hai il patentino di allenatore di terzo livello, questo potrebbe essere un antipasto per il tuo futuro…
«Sinceramente non credo, sono contento che ci sia una soluzione per me. Nella Biesse Carrera mi piace aiutare i corridori più giovani di me e Penso che sarà anche un modo per capire se potrà essere una delle mie strade».

Siamo nel pieno della stagione, como es tua condizione ormai?
«Ho corso davvero poco: purtroppo essendo in una Continental non abbiamo molto spazio. Nonostante i pochi giorni di gara, alla Per Sempre Alfredo ho raggiunto un ottavo posto che per me rappresenta ottimo, me vedevo con Chamberi che avevano molte corse nelle gambe mentre io avevo solo il Laigueglia, è stato un bel segnale. Sono davvero felice perché ho una grande preparazione, il tempo è ancora mio, il mio sogno si riempie praticamente sempre. Correre un po’ è difficile fare previsioni, ancora una volta è un lotto per capire le mie reali condizioni, sto pedalando molto de testa, c’è tanto voglia di rivalsa e speranza di rimarere concentrato e poter dimostrare quanto valgo».

Alla Settimana Internazionale Coppi e Bartali ci si differenzia per i numerosi attacchi e per la vittoria della classifica scalatori. Era questo il tuo obiettivo fin dall’inizio?
«Sono stato presentato in via della Coppi e Bartali con l’obiettivo primario di entrare in mostra, la mia squadra ha ricevuto l’invito ed è stata la responsabilità fondamentale della curatela degli organizzatori. Dopo le prime giornate non particolarmente difficili, ho cercato di attaccare nella tappa di San Marino; In volo c’era un folto gruppo e sono riuscito ad accumulare un bel bottino di punti che mi ha porto la maglia, è stato un bel inaspettato regalo. Per la Montecatini sono tutto attaccante per mantenere il primato e puntare sull’obiettivo: c’è una bella solidarietà che strappa la rosa dei fiduciari che me l’ha fregata da solo quando sono in banca. Devo ammetterlo, l’immagine finale con me en maglia di miglior scalatore in mezzo ai tre talenti della Ineos è tan so roba».

Tra le due tappe che non hai visto protagonista quale è stata la più difficile da gestire?
«Sicuramente quella di San Marino, a livello altimetrico era la più impegnativa nel gruppo di stata c’era veramente grande qualità. Mattia Cattaneo aveva un’ottima gamba ed era praticamente scatenato, in discesa se è lanciato in un attacco solitario e sembrava inprendibile, poi camminando nella stanza a ritmo regolare sono riuscito a recuperare circa un minuto e reportarmi su di lui. Ho avuto un bel segnale della mia condizione. Il giorno successivo a Montecatini è stato relativamente più semplice come percorso, ma non come condotta di gara, siamo veridad a tutta e por un momento abbiamo pensato di dare scacco al gruppo, peccato non riuscito».

Quel giorno avevi a che fare anche con uno scatenato Mathieu Van Der Poel….
“Mathieu è davvero incredibile, corretto e pacifico. Alla Coppi e Bartali era scatenato, ogni tappa era l’occasione per attaccare, scattava, sprintava, provava a tenere in salita, un campione vero. A Montecatini corre come un matto, my hanno detto è uscito dal gruppo ad un folle, por si è riportato su di noi, I was so strong che riuscire nonmo to give a change, in pianura anche spingeva così tanto e no era facile stargli a ruota, pedalava con una facilità impressionante».

Praticamente stavo facendo la prova generale per il classico…
«Dirò di sì. Anche se aveva pochissimi corse nelle gambe e così ha sfruttato occasione a sua disposizione per testare la sua preparazione, ha vinto ina sola tappa ma vuole poturo ache essere di più. Già in quei giorni aveva un’incredibile forma e por si è confermata nelle grandi corse del nord come il Fiandre».

Quali saranno le corse in cui ti vedremo?
«A metà del mese sarò al via al Giro di Sicilia, un’altra ghiotta occasione per test a mettermi in mostra. Lì l’obiettivo sarà supportare la squadra ma anche andare all’attacco, farmi vedere, capire fino a dove posso arrivare».

Anche io c’è in un palio una maglia del mio scalatore…
«Riuscire a vincere un traguardo pazzesco, il terreno per riuscirci c’è e bisogna vedere se la condizione sarà dalla mia. Un altro fattore importante furono le grandi squadre, alcune delle quali sicuramente cercheranno di tenere chiusa la corsa, in primis Caruso e Nibali che da buon siciliani cercheranno di lasciare il segno sulle strade di casa. Quindi di avere poche occasioni, ma cercherò di sfruttarle tutte al meglio».

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