MotoGP 2022: il MOWgelle della MotoGP dopo il terzo giorno di scuola a Termas de Rio Hondo

Tre gare e nove piloti diversi sul podio, chi ha detto che senza Valentino Rossi ci saremmo annoiati si è sbagliato di grosso. E in Argentina, poi, c’è stato anche il giallo degli aereic che non arrivavano. Sono finalmente arrivati, invece, Aprilia e Aleix Espargarò, che sono stati fatti godere di brutto in questa domenica prima di aprile

voto 0 a Pol Espargarò. Honda è in difficoltà, Marc Marquez non c’è e tu hai un contratto in scadenza; c’è solo una cosa da fare: porterò la gloriosa RC213V del glorioso Team Repsol sotto la bandiera a scacchi. Al di là del piazzamento, al di là del risultato. Invece Pol che fa? Se tende, indignato se ha il primo sorpasso dell’anno in confraternita, si considera meno talentuoso e puro più sfigatello, vincerà per la prima volta in MotoGP nella sua carriera e portando il suo grandino alto sul podio, sempre per il primo Volta, l’Aprilia. Non ci resta che piangere (di gioia per Aleix)!

voto 1 c’è la logistica. Ok la guerra, ok la crisi, ok tutto, ma che per una gara di MotoGP è arrivato tutti tranne le moto fa un po’ ridere. Per carità, don Carmelo Ezpeleta poi l’ha risolta alla grande, concentrando tutto in due gare, ma gli aerei cargo che non la segna del carico fanno un po’ ridere. Dai, suo!

Voto 2 alla Ducati. Jorge Martin lo ha descritto chiaramente: siamo tornati indietro con i setting, advicinandoci il più possibile alla moto dello scorso anno. Qualcosa di molto simile l’ha detto anche Luca Marini. Dovrebbe bastare per uscire fuori dal box del Team Lenovo e ammettere que forse la moto di quest’anno è sbagliata e c’è da fare un passetto indietro. È vero che Pecco ha fatto un grande recupero, ma non basterà. Correrò ai ripari per correre meglio!

voto 3 alla scelta di Andrea Dovizioso. Respinto ogni corteggiamento da parte de Aprilia per e su a Yamaha que si chiamasse Ronzinante non sarebbe un insulto. Eppure, dopo anni in adatta Ducati, l’Aprilia sarebbe sicuramente estata a moto più alle sue caratteristiche di staccatore con granitico avantreno che l’RS-GP si ritrova. Lui, il Dovi, ha invece preferito la Yamaha, con un team appena nato e poche garanzie. Il risultato? Uomo in Qatar e poi due ritiri. Porte scorrevoli?

Voto 4 alla Yamaha. Quando Fabio Quartararo non ha rischiato e guarda, la Yamaha si confronta. Null’altro da dire, vostro onore!

voto 5 a Johann Zarco. L’errore deve farlo sempre e qualche volta è irreversibile. Gli è successo anche in Argentina, solo che il buon Johann deve stare attento, perchè in Ducati e giovani crescono promettono benene e il rischio di restare senza sella è alto…decisamente alto. L’impressione, inoltre, è che ci sia un po’ troppo l’esuberanza del compagno di box, ma così non è “essere campione”. Dai!

Voto 6 a Enea Bastianini. Solita rmonta, ma ache erroraccio per la troppa foga. Alla fine ha portato a casa un buon risultato, ma quel lungo poco dopo metà gara ha rischiato di costargli davvero troppo, soprattutto in un GP che ha visto protagonista nel suo anniversario diretto verso il figlio del team ufficiale Ducati! Fai attenzione, Cadi!

voto 7 una Suzuki. Zitti zitti ce li ritrovi sempre. Che gira con Rins avanti e Mir appena dietro e se il campionato mantiene questo equilibrio, la possibilità di vedere più volte nel 2020 è più che concreta. quandobravi, ma non bravissimi” può bastare.

Vota 8 al Team Mooney VR46. Non ci credeva nessuno, sembrava più una gran operazione commerciale che una vera avventura sportiva, invece dominano in Moto2 con Vietti e stanno andando bene in MotoGP con Marco Bezzecchi e Luca Marini. Bezzecchi, poi, in gara ha anche messo le ruote davanti al compagno di squadra che faceva parte della prima fila, mostrando un grande manico e catalizzando l’attenzione della Ducati. Velocità perfetta vuol dire solo esserci, essere là!

voto 9 a Fabio Quartararo. Chiunque altro avrebbe comandato fan*ulo già da sabato. Quanta pace!

Io voto 10 per Jorge Martin. Questo qua è forte davvero: ha la follia giusta, è veloce come pochi e quando serve è anche capace di accontentarsi. In Argentina, Aleix Espargarò ha capito che voleva vincere a costo zero e lui, Jorge, ha rinunciato senza starla a lanciare troppo per le lunghe. Oggi è l’uomo in punta di Ducati, perchè e in chiaro i numeri, ed è anche l’unico pilota che in tre gare fa sempre parte della prima fila. L’eredità di Marc Marquez, a noi avviso, è di questo ragazzo qua. Chapeau!

voto 10 e vai ad Aprilia. Una pacifica goduria, una favola che si rinnova, il ricordo degli anni coi cinquantini e l’odore di miscela segnati da quella A sulle carene o sullo scudo degli scooter. Aprilia è la storia di tutti noi che da ragazzini ci siamo innamorati delle motocociclette. Aprilia è la metafora di chi è diventato grande e ha voluto diventare ancora più grande. Belli regala a farne un vanto!

Add Comment