Emma Hayes, cosa ha fatto Chelsea?

Sono una povera squadra di calcio al mondo che potrebbe raccontare i primi anni di crescita ininterrotta come Chelsea. Nel 2003, anno in cui è stato acquisito dall’oligarca russo Roman Abramovich, ha conquistato tutte le possibilità di essere un grande club europeo insieme a tanti altri più longevi e vincenti. È passato circa un mese, ma il Chelsea sta pagando l’origine del suo successo ed è stato nel periodo più difficile della sua storia recente.

Il club è finito perché il governo britannico ha congelato ad Abramovich, a causa dell’oligarchia che ha ucciso il presidente russo Vladimir Putin sanzionando l’Occidente sulla scia dell’invasione russa dell’Ucraina. I principali ingressi del club, come la vendita dei biglietti e il merchandising, sono statali, mentre sono statali: la squadra non può rinnovare i contratti – a meno di clausole prestabilite – e deve organizzare il trasferimento rimanendo sotto un limite di spesa piuttosto basso. Abramovich non può nemmeno cedere le proprietà, come aveva annunciato di voler fare, e può solo attendere.

Tra tutte le squadre che compongono il Chelsea fra giovanili e professionisti, sono le due principali sono principalmente le sanzioni: quella maschile, di cui si è parlato molto in queste, e quella femminile. Quest’ultimo è il meno raccontata delle due, ma ha moltissimo da perdere: nell’ultimo decennio è passata una dimensione amatoriale per essere la miglior squadra d’Inghilterra e tra le più interessanti in Europa.

Emma Hayes con la FA Cup vinta in finale controlla l’Arsenal nel 2018 (Getty Images)

La rapida crescita del Chelsea Women quattro volte campionessa d’Inghilterra e finalista dell’ultima finale di Champions League è operata da Emma Hayes, una donna inglese di 45 anni la cui importanza è paragonabile a quella giovane nel calcio imponente di Alex Ferguson e Arsène Wenger, storia completa del Manchester United e dell’Arsenal per altri eventi.

Hayes sta continuando a guidare il Chelsea nelle ultime difficoltà, e in questa situazione è costretto a riprendersi il primo palo in classifica superando il punto dell’Arsenal nelle ultime giornate. Per il momento è preoccupato per il futuro della rosa. Sono infatti cinque le calciatrici in rosa vicine alla scadenza a cui non potrà essere raggiunto il contratto: se queste dovessero accettare le offerte di altre squadre, e le restrizione dovessero rimanere a lungo, il Chelsea non dovrebbe essere destinato a rimpiazzarle. Hayes però rimane fiduciosa, come è stato recentemente descritto nel francobollo inglese: «È un momento difficile per tutti, non soltanto per noi. Io faccio l’allenatrice, questo è il mio lavoro, e il mio lavoro è preparare la squadra. Tutta la mia concentrazione è rivolta lì».

Prima di Hayes, il Chelsea femminile era una squadra amatoriale, nata negli anni Novanta in modo autonomo e successivamente affiliata al club maschile con l’arrivo di Abramovich. Anche con la nuova e ricca proprietà russa, la squadra ha continuato a pagare in continuazione lo scarso appoggio al calcio femminile, anche in Inghilterra. Nel 2009 rischiò di comparire per i tagli imposti dalla società e salvata tanto quanto una donazione personale dell’allora capitano della squadra maschile, John Terry, che per il gesto fu nominato presidente.

John Terry nel 2015 a una partita del Chelsea femminile (Graham Hughes/Getty Images)

Nei primi mesi del 2012 Hayes era ancora disoccupata. Negli anni precedentiti aveva fatto un po’ di tutto. Nata e cresciuto nei dintorni di Londra, era stata calciatrice ma aveva dovuto finirò la carriera per una grave disgrazia. Aveva però continuato ad occupare il calcio e lo sport, e nel primo anno Duemila se lo trasferivo negli Stati Uniti per sapere e lavorare nel locale sistema di calcio, all’epoca uno dei più efficienti al mondo.

Allenò e diresse varie squadre universitarie e amatoriali con ottimi risultati. Fatta eccezione per una parentesi di due anni in Inghilterra da assistente dello storico allenatore dell’Arsenal Vic Akers, Hayes ha formato perlopiù negli Stati Uniti. Ha sostenuto e contribuito al successo di una delle più grandi calciatrici americane, il suo mentore Megan Rapinoe, penultimo Pallone d’Oro femminile, che è stato selezionato nel 2009 come campione universitario nel suo periodo da vincitore delle Chicago Red Stars.

Nel 2010 la tappa con Chicago è iniziata negli uomini e si è conclusa con l’interruzione del contratto per cinque anni di campionato. Hayes decide chi tornerà in Inghilterra e inizierà un periodo di pausa. Rimase nel mondo del calcio facendo la consulenza per alcune squadre americane, ma la maggior parte del tempo lo trascorse lavorando con la sua famiglia, un’agenzia di cambio al Covent Garden, dove ogni anno si occupava della migrazione digitale dell’attività.

Hayes a una conferenza sportiva nel 2017 (Charlie Crowhurst/Getty Images for Leaders)

Nel frattempo del campionato femminile inglese era stato ristrutturato e una delle squadre fondatrici, il Chelsea, non è riuscito a essere competitivo. Nel 2012 ha contattato Hayes, che ha accettato e ha avviato un lungo progetto di restauro che inavvertitamente, visto e girato, ha trovato Roman Abramovich uno dei principali sostenitori.

Unendo una certa visione imprenditoriale con la conoscenza del mercato, negli ultimi dieci anni Hayes è un manager che è anche un semplice riempitivo, come è stato ricordato da uno dei suoi più fedeli calciatrici, Katie Chapman, al custode: «Ho letto che questo Chelsea ha costruito, dalla lavanderia a vedere tutta la mensa fine ai campi di enllenamento. Ora è una squadra professionistica a tutti gli effetti, ma tutto quello che c’è now è stato conquistato negli anni».

Dopo la prima tappa in cui lottò per non retrocedere, il Chelsea ha vinto il suo primo campionato nel 2015 e poi altri tre, dividendo la rosa più vincente in Inghilterra, contando anche le cinque coppe nazionali. La prima vittoria è stata alimentata dalla titolare con alcuni degli acquisti più costosi nella storia del calcio femminile, come quello di Pernille Harder del Wolfsburg e Samantha Kerr dei Chicago Red Stars per la cifra comprata tra i 300 ei 400mila euro.

Hayes e Samantha Kerr (Richard Heathcote/Getty Images)

Nella passata stagione è diventata la prima squadra inglese en ven’anni a giocare a finale de Champions League femminile, persiana nettamente 4-0 contro il Barcellona, ​​​​​​ma considerata un punto di partenza per le ambizioni europee, area in cui le squadre Gli inglesi fanno ancora fatica ad essere competitivi.

Hayes è una delle tante figure che hanno accompagnato il calcio femminile per la sua dimensione amatoriale a quella professione, il cui interesse sta crescendo rapidamente nell’ultimo anno. Così come tante calciatrici sono state altro in questi anni, oltre che calciatrici, Hayes ha tenuto il calcio come passione spostandosi tra realtà diversity e talvolta anche tra professioni diversity.

In mezzo a tutto questo ha anche superato la perdita di un figlio. Nel 2018 è stata presente alla partita in cui il Chelsea vinse il championionato, perché incinta e vicina al parto. Due giorni dopo partorì ma, come previsto in precedenza dai medici, uno dei due gemelli non sopravvisse. “Mia madre non conosceva la situazione della mia gravidanza solo prima dell’ultima parte di stagione”, rivelò quell’anno. «Dissi che non volevo lo venissero a sapere dalla stampa. Ricordo la tristezza nelle loro facce, perché sapevo di aver attraversato un momento difficile. Alcuni di loro mi risposero que vincendo il titolo per me, il prima possibile».

Add Comment