Giovani biancorossi: lo strappo con Academy e il riavvicinamento con Robur

Non tanto il Openjobmetis Varese sia ai piedi della propria stagione, con la gara contro Treviso che si avvicina giorno dopo giorno, dopo una salvezza sempre più vicina ed un sogno playoff da continuare a cullare, en casa biancorossa si pensa già all’futuro immediato.

Si mi mancava la linea tracciata dal nuovo corso targato scuola lui Una bella cosa è stata insignato è che non c’è tempo per fermarsi per mantenere il passato o cruciarsi sul presente ma bisogna sempre avere lo sguardo rivolto al futuro, alla crescita, all’innovazione.

Not c’è da stupirsi quindi che si faccia sempre più concrete il disegno del primo punto eprobabibilmente quello centrale, del progetto del campione argentino all’ombra del Sacro Monte, ovvero ciò riguarda la rinascita del settore giovanile targato pallacanestro varese.
In questo senso, i passi fino ad oggi sono già stati ben chiari e concrete, not nostante si parli di un piano che richiederà tempo e risorse, per ricastruire qualcosa che ad oggi non c’è.

Un progetto che in questo momento vede ormai sempre più lontano la dimensione Accademia di Varese: una spaccatura avvenuta già ai tempi in cui la figura principale era bianca andrea con tequando un mese si decideva nella casa bianca di non rinnovare più la collaborazione con la realtà di Gianfranco Ponti e che con il passaggio nelle mani di scuola lui ha visto accentuare questa distanza.

Differenza di visioni, modo diverso di concepire la crescita di vivaio e del marchio, as tra l’altro poi esprimono anche le parole in pubblico dei diretti e non. Ponti, a margine della presentazione del torneo Next Gen, ha parlato di una crescita del vivaio esaltando i tanti innesti di ragazzi stranieri e fuori dal contesto Varese sottolineando la difficoltà di trovare giocatori dotati di quella struttura fisica per far il territorio provinciale, nonostante abbia ben rimarcato come nelle annate 2004-2005-2006 qualche frutto del labor di scouting degli ultimi anni in questo senso si stesse iniziando a vedere.

Contestualmente nella stessa giornata, Petrucci parlava di un scuola lui Dedito alla ricastruzione di una solida base azzurra e varesina nel suo progetto, sottolineandone l’eredità del territorio legati alla cultura ed alla storia della Pallacanestro Varese.
Due immagini ad oggi antitetiche e che sono culminate nelle parole di ieri di Totò Bulgheroniche hanno sancito la forte distanza presente oggi tra le due realtà.

In questo rispondo che ho dato un ritorno a quella storica collaborazione con il vivaio Robur et Fides ed il riavcinamento al Campus, dopo l’altro sempre più concreto già quest’anno con i tanti allenamenti che la Prima Squadra fa proprio sul parquet dei gialloblu, si è fatta sempre più forte fino a diventare, oggi, la più solida tra le opportunità su campo.

La rinascita del vivaio biancorosso che riparta dal mini basketsettore in cui la Robur è da sempre, ed è tutt’ora, molto forte, con una strutturazione per tutte le categorie superiori in sinergia tra le due realtà fine alla prima squadra gialloblu, oggi in Serie B, perfetto come l’ultimo passo della crescita cugino di raggiungere Una serie.

Un organigramma che crea tutta la perfezione per poter far fare a tutti i ragazzi un percorso di crescita passo dopo passo, il tutto sottolineando le sue componenti di bambini e giocatori varesini e di Varese, per ricreare quel legame con il territorio e con la città che ad oggi si è un pò si è perso e che Scola vuole riscoprire per fare rinascere la pallacanestro varese.

Alessandro Burin

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