Giro d’Italia, la maglia rosa sarà indossata dall’Enel per tre anni. Il Cairo: ‘Importante Rinnovo’

Presentata al Museo MAXXI di Roma la maglia del leader ricco e 60enne della principale compagnia elettrica del Paese

Eccola, la maglia rosa. Bella, tenera, immortale. Porta i suoi anni, è stata “inventata” nel 1931 da Armando Cougnet, come una ragazzina. Quella dell’edizione 2022 è stata svelata e festeggiata al MAXXI, il Museo delle Arti del XXI secolo. Una maglia rosa che porta il numero 60, lunga l’anno di Enel, lo sponsor che è alla sua sesta presenza in Corsa e ha deciso di legarsi per i prossimi tre anni al simbolo del primato del Giro. Un modo per scansionare la storia della rovescia verso il 6 maggio quando la corsa scatterà da Budapest per arrivare il 29 marzo all’Arena di Verona. «Arena che ospiterà la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 e quella di apertura delle Paralimpiade», dice Giovanni Malagò, presidente del Coni che non ha mantenuto l’appuntamento con il battesimo rosa.

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Rosa. Il colore del Giro e della Gazzetta. “La maglia rosa è la sintesi di tutto”, afferma Urbano Cairo, presidente di Rcs Mediagroup. Che aggiunge: “Il Giro ha questa grande capacità popolare di unire quell’Italia che esce per la strada per dare vita uno stupendo momento”. Francesco Starace, Direttore Generale e Amministratore Delegato di Enel, se si dice orgoglioso del fatto percorso è da fare insieme con il Giro: “Da oltre un secolo il Giro d’Italia ci insegna che per vedere la meta no basta correre forte, bisogna anche sapere Affrontare la difficoltà e il cambiamento”. Giovanna Melandri, presidente della Fondazione MAXXI, fa gli onori di casa concordando il Giro come “episodio del costume nazionale” e underground il rapporto che unisce da sempre arte e sport. Presenti insieme a Paolo Bellino, amministratore delegato e amministratore delegato di Rcs Sport, Mauro Vegni, direttore del Giro d’Italia e Stefano Barigelli, direttore de La Gazzetta dello Sport.

Campioni e sogni

Tra il pubblico ci sono tante persone nello sport: da Manuela Di Centa a Massimiliano Rosolino, da Andrea Lo Cicero al Vice Vicario del Coni, Silvia Salis. La maglia rosa appena battezzata è pronta per i 3437 chilometri e 50.610 metri di dislivello. Ivan Basso ricorda la sua maglia rosa “sua”: “Il mio sogno di bambino da quando il Verona vide Moser vincere il Giro”. Verona, ancora lei, ancora sogni, ancora rosa.

la serata Per l’occasione, il museo MAXXI ha ospitato l’opera Cicli di luce di Arthur Duff, un progetto a cura di Valentina Ciarallo. È un viaggio luminoso di proiezioni laser, un’orbita che corre da sud nord parallela al 105° Giro d’Italia, toccando alcune tappe della Corsa Rosa. Da Catania al Napoli, ma poi andrò a Parma, Torino e arrivo a Verona. L’universo del pensiero si anima in modo circolare, riempiendo l’architettura della piazza e la facciata dei monumenti nel buio cittadino. La narrazione, che per ogni luogo assume la sua specificità, mostrando una visione inedita, gira su vita tappa dopo tappa con un ritmo progressivamente insopportabile che culmina nel gran finale veronese. L’allestimento anticipa anche le ultime 6 Maglie Rosa legate alla partnership con Enel oltre ad alcune Maglie Rosa storiche del Museo del Ghisallo.

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