Giovinazzi: “Categorie Formula E e F1 agli antipodi” – Formula 1

Con due 20esimi posti e un ritiro, l’avventura di Antonio Giovinazzi in Formula E non è cominciata in modalità migliore. Il pugliese ha però diversi attenuanti: prima fra tutte, l’essersi catapultato dal giorno alla notte in una categoria che con la Formula 1 ha poco in comune. Trovare misure un campione del tutto novo non è immediato: Giovinazzi, che forse non si apettava così tante difficoltà iniziali alla guida della sua Dragon Penske, lo sa. Ed è presto a scommettere che tutti, al suo posto, faticherebbero.

Sto facendo sport così tanto divertente. Il capito appena uscito dalla sua macchina elettrica: non c’è carico aerodinamico, tutto è diverso in frenata, non c’è il suono del motore ma solo quello del vento e dei cordoli. Sono meno potente, meno veloce, più difficile da guidare. Manterrò la Formula E dall’alto al basso è una cosa da non fare. Qui ci sono piloti espertissimi, conoscono tutti i segreti e alcuni in otto anni sono diventati specialisti. Sii un Verstappen può vincere subito? Non funziona così. O almeno la mia sorpresa molto“, è stato descritto in un’intervista riportata dall’edizione originale del Corriere dello Sport. Poi ha elencato la differenza nella categoria dovuta: “La Formula 1 ha in più velocità e potenza, Formula E invece l’incertezza: è bello veder vincere piloti e Squadrediversa. Le Gare sono inoltre più fisiche, con molti contatti, ci vuole abilità nella gestione dei kilowatt“.
In F1 non sono disposto a mostrare il mio valore e non sempre ne vale la pena per me, e per parte della mia vita. Le corse d’auto non sono come il tennis, dove sei vinci forma: se non hai la macchina justa o non sei nel justo, i risultati non arrivano. Il compagno di squadra è il riferimento e fare a volte meglio di un campione del mondo come Kimi Raikkonen è stata una grande soddisfazione. Gli sono grato perché correrò accanto lui mi ha insignato molto: not si è mai negato quando ho chiesto aiuto, è stato sempre leale, mi ha fatto crescere. Ovviamente, gli ero simpatico perché lui è un tipo diretto e senza mezze misure: se non gli piaci, neanche ti saluta“, ha concluso Giovinazzi.

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