Bencic doma Alexandrova, Jabeur sulle montagne russe. finale improvvisato

Un sabato delle semifinali che, a livello de emozioni e de adrenalina, non ha certo deluso nel torneo Charleston WTA 500, la Volvo Car Open, che dopo una settimana di pioggia fitta e fitte sorpresa, se andrà una domenica conclusa alle 19 (ora della Carolina del Sud) con un finale non di basso profilo, sicuramente inaspettata. Se affronteranno infatti la testa di serie numero Ons JabeurVincenzo suo amanda anisimova il numero 10 belinda bencicchi ha vinto Ekaterina Aleksandrova, entrambe alla prima finale su terra in carrier e alla ricerca del primo titolo stagionale. L’inizio della Tunisia non era un certo stato della miriade di quest’anno, più vicino a riscattarlo ora in questo settantenne americano, ed era dovuto soli set dal farlo; Per la svizzera l’inizio è stato buono, ma ma l’affermazione per essere ottimo e farle ritrovare lo slancio che aveva finalmente trovato negli ultimi mesi prima dello stop forzato dalla pandemia. Un finale dunque da vivere, apertissima, con l’unica certezza che governa la qualità del tennis per la sua grande diversità, che sto arrivando in un modo completamente diverso, come ora lo vedremo.

[10] B. Bencic b. E. Aleksandrova 6-4 6-3

Il break da parte della svizzera arriva veloce, nel quarto gioco, trovando continuità sullo sfondo e buoni numeri al servizio (sarà il 70% del punteggio quando scenderà in campo), con il russo che lavora in scia. Il match procede velocissimo, con 5 partite in 15 minuti: regala il quarto punto della quinta partita, con una grossa differenza e recupera in smorzata da Bencic, che va a chiudere. Appariva serenamente in controllo il numero 21 del mondo, che ha sofferto un po’ nel gioco in battuta ma sembra lontana da seri problemi, finché la russa non trova una riga impensabile su una punto quasi perso, e arriva palla break; il secondo sarà ma quello buono, con gli dei del tennis che le fanno l’occhiolino facendo diventare un timido dritto un vincente con l’aiuto del nastro. Belinda deve variare e osare un po’ più negli scambi. Game tenuto con sapienza e ache concedendo spunti ai fotografi da Alexandrova, que sembra aver prigioniero le misure a Bencic, que no riesce più a trovare la giusta profondità e le variazioni che servono. Stavolta game tenuto tranquillamente dalla tds n.10, che chiede a mano al servizio e trova più certezze nei colpi di inizio gioco, in una partita che scorre in ogni caso equilibrata ma con scambi non lunghissimi. Con qualche difficoltà in più del previsto, alla fine Belinda porta a casa il primo set per 6-4 in un minuto di quarantenain risposta: il cugino è annullato con un bel colpo e attacco dal russo, che con un doppio fail e per grave errore di fila, dà la parziale all’avversaria, cioè un po’ penetrante dopo un ottimo inizio.

La seconda parte se ho imparato con tre partite che iniziavano via velocità, anche se Bencic ha dovuto fronteggiare improvvisamente per rompere nella prima partita, ha causato un aumento del livello di gioco di Alexandrova, che stava attaccando pesantemente e con incisività. Segue un altro gioco che il russo ha a scuola, quasi non fando userò la racchetta a Belinda, che ora appare in svantaggio. Anche la svizzera veleggia con serenità al servizio, tenuto a 0, sfruttando una mano della russa, che ovviamente fencing di force espesso e fencing il vincente è più portata all’errore. Arriva il break di Bencic nel sesto game, proprio nel momento in cui Alexandrova stava giocando un grande tennis: passaggio a vuoto iniziale che la porta 15-40 sotto, per risalire e crollare poi sulla terza palla break, che la svizzera finalizza aprendo bien il campo e chiudendo con una volée a previste mani. Confermata la risibile pausa da 0-30, con un buon servizio e una mano di Ekaterina, sempre all’ossessiva ricerca di un vincente su quasi ogni colpo. Bencic chiude poi 6-4 6-3 in 1h19 una partita di buon livello tecnico, in cui ha mancato il punto ad Alexandrova per realizzarlo in più; fine della partita in cui si rischia un po’ la svizzera, camminando sotto 15-30, per poi risalire facendosi aiutare dal servizio, arma che oggi spesso ha salvato il tds n.10 quando rischiava (chiude infatti con un asso). Dunque quattordicesima finale in carrier per Belinda Bencic, ma solo la prima sulla terra, alla terza semifinale raggiunta in tornei del genere. Lunedì sarà sicuramente almeno 15° al mondo, vincerà la finale di domenica alle 13, proseguendo il suo ultimo periodo di forma, prenderà la semifinale dopo sette giorni a Miami.

[4] O.Jabeur b. [15] A.Anisimova 2-6 6-1 6-4

Ottimo avvio di Anisimova, che quasi ruba pagina del grande libro di Ons Jabeur, variando e non dando punto di riferimento, ottener addiritturar il break con una smorzata a regola d’art, complice anche uno dei soliti evanescenti inizi della tunisina. Break confermato a 30, con una grande tattica chiave della giovane americana, che ha mosso il numero 4 del seeding quasi rubandole il tempo per giocare slice e variazioni, camminando sul favorito negli scambi sul ritmo. Continua in controllo Anisimova, che capisce il campo che è una bellezza e non lascia neanche le briciole Jabeur, specie al servizio; Il tunisino almeno muove le punte impedendo il doppio break, ma a quanto pare in balia dell’americana, specie perchè non riesce ad esprimere il suo spumeggiante tennis, condendo il tutto con qualche errore di troppo. Ha una grande svolta a battuta il numero 10 al mondo di fila, in cui giocava a tutto braccio però il tds n.15. Devo andare da un cerino in chiesa alla tunisina dopo il septimo game Anisimova: certo lei ci mette il suo tirando forte e trovando good contropiedi, ma due punti apre il campo Jabeur e affonda in rete il colpo della chiusura (clamoroso quello che ha fracassato il suo ultimo punto). Sta ridendo Ons, ma ancora troppo failosa. Chiude il primo parziale addirittura 6-2 l’americana, c’è anche un punto che non rinuncia al tutto giustizia alla tunisina, che ha trovato belle giocate, ma pago i troppi errori banali, il suo solito limite; Annulla anche el primo set point con un bel servizio e dritto Ons, ma si arrende al secondo mettendo long lo slice in uscita. Da segnalare il punto che porta al secondo set point, probabilmente il punto del torneo: smorzata della tunisina con risposta in lob, tweener pazzesco e altri due recuperi da far impallidire, ma all’americana il braccio non trema mai.

Partenza lenta nel secondo parziale per Ons Jabeur, che all’improvviso ottiene la pausa, alzando sensibilmente il livello della musica stessa, dopo variazioni e smorzate, che mettono in difficoltà la regolarità dell’americana, ormai nell’angolo dell’aggiunta dovuta pausa, sprecando però l’occasione per recuperarla nel secondo gioco, sollecitata dalle fumarte della tunisina. Il doppio break consumato nel terzo gioco è un manifesto tennistico del numero 4 del seeding: conquista una palla break con la smorzata vincente, chiude con una fetta sulla riga. L’americano nella quinta partita ha provato, con forza e coraggio, ad allungare il set: annulla tre palle break di row che ha mandato in mandato il tunisino, che ormai in risposta gioca con il braccio ancora più sciolto del solito, sul 5-0 e servizio . Nel 2001 la casa non ha ceduto a nessuno che potesse evitarlo, quindi ridi del servizio e colpisci all’inizio del profondo lavoro, circondando l’estrazione della certezza di Jabeur, e del suo vero tallone d’Achille. Non basta, ma il tunisino ha una grande partita di servizio per andare a sud 5-1. Chiude 6-1 un set per Jabeur senso unico, che ha comandato il parziale dall’inizio alla fin, senza far davvero giocare l’americana, che perdendo un po’ di profondità e incisività ha dato tutto il tempo all’avversaria di misurare e tagliare il campo, giostrando la racchetta a mo’ di bacchetta magica, non per niente ha chiuso con una smorzata di rovescio, specialità della casa.

Ha proseguito nel terzo set il mountain russe di Jabeur, che ha concesso dolcemente il break in apertura all’avversaria, chiedendo anche a causa del gioco, pensando all’errore: una risposta vincente crea l’occasione per Anisimova, e alla fine dà un destro in rete della tds n.4, che semina aver già riperso smalto. Dopo che l’americana conferma il break Jabeur rischia tantissimo di andare sotto di dovuto: 15-40 a favore della classe 2001, che però non finalizza l’occasione e alla fin, dopo un game tribolato e pieno di rischi, la tunisina se la cava, tra vincenti e buon servizio. Altra partita che poteva mettere un punto alla partita, sul 3-1 Anisimova: tre palle break di row, e almeno in due l’americana poteva fare di meglio e portarsi in casa un’altra pausa, che avrebbe avuto il sapore di ineluttabilità. Rischia di pagare un caro prezzo che molte volte spreca. E come volevasi manifestare le occasioni sprecate divengono un pesonte dazio da pagore: break a 0 di Jabeur nel sesto game, que prende in mano e ricama una smorzata sul rovescio in jump to go to palla break, concretizzandolo con un rovescio vincente, che può sparigliare la lettera sul tavolo. Ma questa partita se dai ancora una gita a uno dei luna park che lasci il mal di testa: due palle di un immediato contro break per Anisimova, che sembra ritrovare coraggio e grandi colpi, chiudendo la sua seconda palla break con una deliziosa volée in controtempo nello stile più tipico della sua avversaria.

Partita che definee “senza padrone” è un timido eufemismo. Inutile dire che il valzer della follia continua inesorabile con un’altra rottura mal restaurata, riporta Anisimova: un paio di errori, inserisce un bellissimo spinta di Jabeur, e soprattutto un vincent trick sulla sua rottura di palla, riaprono per l’ennesima volta una partita in cui il gioco sembra essere chi riesce a non vincere per più tempo. Finalmente, dopo tre pause di fila, il servizio torna a gran voce, con Jabeur che ha il suo gioco comodamente a 15, e a quanto pare è leggermente d’accordo, ben sapendo che è così quando torna nel futuro. . E proprio la consapevolezza di aver rischiato e di essere ridicolo alla fine dello strappo decisivo al match in versi tunisini, che regala l’ennesima pausa di un terzo set che è la conclusione ideale di un vero psicodramma, che ha regalato però momenti di tennis da incorniciare Tanti, tantissimi rimpianti per Anisimova, protagonista di un grande torneo, che avrebbe potuto vederla anche la domenica protagonista, ma l’ineperienza e la tensione hanno avuto la meglio (doppio fall sul match point come ciliegina sulla torta). Comunicate vanno i meriti a Ons Jabeur, che ha saputo semper restare in scia e non demordere, giocando a spumeggiante tennis e che valeva il prezzo del biglietto da solo. Esce al numero 9 con questa victortoria, divinterebbe il n.8 portasse a casa il torneo; Alla terza semifinale a Charleston coglie la prima finale, in chiusura del primo titolo sulla terra rossa. E chissà che domani non sia la volta buona, per iniziare a mettere qualche titolo in cascina oltre ai sentimenti dei tifosi, che sullo sfondo è la caratteristica dei poeti maledetti come Ons: bella, amorevole, sempre con quel guardo dolcemente malinconico che trasmette nostalgia… mi sono perso, ma adesso.

La tabella completa della WTA 500 Charleston

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