La Storia: Motomondiale 1954, Ray Amm e la sua Norton 500

Per stare alla pari con le moto nate sul Lago di Como, perché le quattro cilindri Gilera sono lontane, lontane, in Norton se arriva a imitare la forma della carenatura, ma con i suoi luccicanti esiti. Ho volato un po’ per osare dalle “formichere” a 350-500 di Ray Amm, grazie a quella sporgenza che supera la spalla della strada precedente. Lo studio aerodinamico delle carene nelle lamelle di alluminio venne attuato in Norton con mezzi decisamente rudimentali, per non dire empirici.

Ricordate, not ci sono soldi per le corse, così al posto di una meravigliosa galeria del ven como quella della Moto Guzzi (nato nel 1950 e ha parterito eccellenti e profilate carenature pure dalla forma a “bell”) si ricorre a simple fan che move l’aria lungo la maquette de rivestimento aerodinamico; per verificare il comportamento del “filetto fluido” fintanto che la lettera è disegnata, aggiungerla al minimo peggio, ballare freneticamente per indicare il motociclo vortice ed il trattamento per modificarlo per la migliore penetrazione aerodinamica.

Il formichiere si batte nei GP como un leone, ovviamente Britannico, grazie a tutto l’aiuto di un pilota che arriva dalla Rhodesia, y siamo sempre nei possedimenti di sua Maestà. Ray Amm è un ragazzo che fa poco: mostra di più al Tourist Trophy del 1953, aggiunge la 350 e la 500; Conquistò la vittoria nella massima categoria dell’anno, in una curata discussione interrotta in anticipo dai commissari per la pioggia, con la Duke e la Gilera 4 cilindri in netto recuperata la sua Amm. Nel 1955, dopo il rito della Norton dai GP, se era in MV Agusta e le sue prospettive erano brillanti, muore a Imola, durante la 350 Coppa D’Oro Shell, camminando sul battitore contro un pallet di ferro, un tipo di incidente comune a tanti altri piloti di quegli anni nefasti.

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