L’eredità di Melbourne – Alberto Antonini

Melbourne, stato del Victoria. Poche parole che descrive perfettamente una situazione. Se il primo Gran Premio in Bahrain ha evidenziato una superiorità della Ferrari, è stavolta si è trattato di vero primato (L’Arabia Saudita, dal punto di vista del provvedimento, era stata un stanzale pareggio). A che punto credo e sostengo che la Scuderia questo mondiale possa solo perderla dia da sola. La qualità della F1-75 non sarebbe bastata, soprattutto con Leclerc al volante, ma sarebbe stata limitata anche dalla preparazione/organizzazione e dalla sua direzione da seguire. Limiti che la gara australiana è stata evidenziata in pieno.

Non così si può già azzardare paragoni con monoposto del passato quali la F2002 e la F2004, che nelle rispettive annate indica l’acronimo avevano stupito i loro stessi progettisti alla prima preda di contatto contatto l’asfalto. Rispetto a quegli anni, la simulazione è molto più avanti. Perché credo che il ‘delta’, conosco la differenza dopo previsioni e tempo reale, oggi molto più ridotto, proprio perché sia ​​queste sono più precision. In ogni caso, non avevo senso dire ‘abbiamo fatto una macchina finché non vedi cos’hanno fatto gli altri. E il progetto abbozzato tre anni fa da Simone Resta – Ricordiamo che doveva trattaresi della monoposto per il 2021, prima del Covid – è stato sviluppato e portato a compimento in maniera ottimale, si nella aerodinamica che nella prestazione della Power Unit. personalmente credevo poco al discorso delle risorse accantonate negli anni scorsi per dedicarlo tutte alla stagione in corso. Penso piuttosto che la strada sia stata tracciata nel modo giusto per finire dall’inizio. Metti via Ferrari, Red Bull e Mercedes: si tratta di tre concetti aerodinamici totalmente diversi per la nuova generazione di monoposto. Non credo che Maranello, ma anche Milton Keynes e Brackley, abbiano dovuto andare avanti e studiare parallelismi con soluzioni radicalmente diverse (io ho una W13 stile Rossa o una Red Bull con una Ferrari) per valutazioni comparative migliori. Il concetto di futuro arriva volutamente in anticipo: chi era convinto che dalla Ferrari fosse nata, fin dall’inizio, la grande idea. La Mercedes è problematica per una serie di ragioni, legate al concetto aerodinamico. In Australia non sono andati così maschi, ma suspetto che non sannono bene perché (un po’ come la Ferrari quando iniziò una gara l’anno scorso). E questo che di fare evolvere ‘battezzando’ una precisa direzione. In F1 senza una macchina giusta non vai da nessuna parte: ma le macchine le fanno le persone; Possiedo un anno fa la Mercedes Iniziò un importante cambiamento strutturale, che coinvolse il governo di James Allison e altri personaggi chiave. Magari la risposta al quesito ‘cos’è successo alla Mercedes?’ questo proprio chi

Quando c’è Red Bull, a causa di ritiri le sue tre gare per Verstappen sono più che un signale d’allarme. Secondo analisti esterni il problema che ha fermato la RB18 in Australia semi legato al raffreddamento, cioè un concetto di raffreddamento non del tutto rispondente alle attese. Quelle ‘correlazioni pericolose’ che un tempo si pensava accadessero solo in Italia. Azzardo: è possibile che le scelte di assetto sul campo, come quelle di user più o meno ala, influiscano ache sull’andamento dei flussi interni e quindi sul raffreddamento? Il doppio ritiro della prima gara, però, era dovuto ad un altro problema, ovvero al circuito del carburante. Aspettiamo ulteriormente conferma, cioè gare, ma l’impressione è che la precisione y la cura del dettaglio typiche dello staff di Adrian Newey non siano più al livello degli anni gloriosi. Colpa del limite di budget, o piuttosto della necessità di vener motoristi ‘in proprio’ dopo l’uscita ufficiale della Honda?

È indubio, in tutti i casi, che ho un problema in questo momento e sono consapevole del concorso della Ferrari nel rispetto di tutta la Ferrari stessa. Dalle tre gare in calendario, se correranno il loro circuito ‘normale e lo sappiamo, chi vedrà me e la squadra inglese recupereranno presto la capacità dell’adattamento. Intanto, però, anche sotto l’insegna del Cavallino non va tutto al 100% (come sempre in questo sport, del resto). Ho problemi a che ora li ah Carlos Sainz e sono esplosione in maniera plataale nel weekend dell’Albert Park. Carlos si qualifica se era comprensibilmente nervoso a causa del turno annullato di una bandiera rossa apparsa quando lui ormai era il suo traguardo: ma poi ha pasticciato con la procedura di riavvio – da un po’ di anni, grazie alla MGU-K, le Rosse si mettono in moto dall’abitacolo con uno pulsante, una nuova impostata la modalità di accensione – e la confusione se si propagata a tutta la squadra. Domenica, all’avvio della gara, non sono state only le gomme di mescola dura a farlo precipitare in fondo al plotone delle monoposto. Dopo più di un anno in rosso, nonostante e accorgimenti come la frizione ‘style McLaren’ che gli è stata montata, Carlitos non padroneggia ancora del tutto la procedura di partenza della Ferrari.

Ma sono più facili da risolvere rispetto a quelli della concorrenza. E suo questo la Ferrari deve capitalizzare, como sui point fine conquista da Leclerc e sua una ritrovata armonia nel lavoro nella scatola. L’importante è mettersi in testa una cosa: che l’era dei complessi di inferiorità è finita. E che chiunque può soffrire, metaforicamente parlando, di pressione alta.

VET | Alberto Antonini

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