Librizzi non sbaglia un colpo, ma intorno a lui abbondano le insufficienze


FAGIOLI 5 – Tanto fumo per qualche bocconcino d’arrosto, magari volentieri ma che non sazia nessuno. Forza all’ordine del giorno in attacco, quando serve un po’ di ragionamento, attenzione e idea chiare. Nel derby delle treccine il vecchio Adrian ha vinto Mani Basse, e anche Beane ha faticato a dichiarare il suo voto per Picco.

WOLDETENSAE 5 – Dopo le prodezze all’esordio in Serie A gli hanno preso la targa e por lui ci sono spazi. Però poi ci mette del suo, con qualche errore “non forzato” come direbbero nel tennis, che incide sull’esito della partita. 1/7 dall’arco, 2/10 totale, almeno un paio di conclusioni che sfiorano il ferro a malapena. Urge rivedere in carica per rimettere la mano en bolla.

SOROCA 6 – Voto di stima, perché – ci sembra di copia-incollare il giudizio di domenica – l’impegno del lithuano è sempre. Qualcosa raccoglie in termini di numeri, 10 punti e 9 rimbalzi, ma gli appoggi sbagliati in avvio e quella schiacciata sul ferro che ha aperto il campo por la trila di Grazulis sono colpi Dolorosi al morale e alle speranze di Varese.

DI NICOLAO 5 – Tra quelli che sembrano più in battaglia: un po’ di energia residua c’è per abbassarersi sulle gambe e combattere un rimbalzo ma l’appoggio complessivo è ai minimi. E il fatto che non segni quasi mai, non deve essere considerato normale: in ser del genere serve l’apporto di tutti nel fare canestro, anche di chi non è bomber di ruolo.

VEN 5.5 – Un grande boh: Roijakkers ce l’ha fuori dal quintetto (ma non ci risultano problemi fisici) salvo metterlo subito per disperazione. Stavolta però Simas no riesce ad accendere il motore, tira mal dall’arco e si ignite ache poche conclusioni. Qua e là dispensa qualche movimento dei suoi, in attacco e in difesa, ma non fa mai la differenza.

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RE 5 – Ingiudicabile per i parametri canonici. Ma era in quintetto base e allora merita qualche parola: Roijakkers, probabilmente, se aspettava tutt’altro e invece accompagnato l’uscita dal campo di Justin con giudizi non estattamente floreali. L’allenatore è stato duro quando ha mollato lui in difesa. I due si parlino, perché in questo momento delicato c’è bisogno di tutti, specie di uno che in campo, spesso, ha spremuto qualcosa di buono.

LIBRIZZI 7.5 (IL MIGLIORE) – “Libro d’onore”. Timido al tiro, nelle ultime uscite, stavolta se convinto di poter fare canestro anche in Serie A e compone una sinfonia di applausi a scena aperta. Cinque tiri, cinque centri: 13 punti (massimo in carrier a questo livello) e il coraggio di provarci sempre, anche quando attorno a lui i compagni più e titolati non sanno che pesci pigliare. Impeccabile, meriterebbe una partita del genere in una serata di festa. fiducioso MVP con percentuali da plebiscito secondo i lettori della nostra #direttavn

FERRERO 5 – Qualche minuto in più del solito, ma anche un po’ di ruggine addosso: un paio di tiri fuori bersaglio, una fortunata palla persiana, poche possibilità di incidere sui due lati del campo.

CARUSO 6 – Movenze da “postino” (non ce ne voglia Karl Malone), nel senso che quando i compagni gli recapitano i palloni in zona colorata, Willy è coraggioso a convertire in canestri (8 punti). Meno impatto dal punto di vista fisico, cosa che sembra essere utile contro uno zombie come Konate.

7 – Fa pentole e coperchi, a costo di sporcare le percentuali, perché espesso deve gestire un pallone sottoforma di patata bollente a pochi secondi dallo scadere dell’azione. Per aver provato a dimostrare: 22 punti (capocannoniere) ieri sera 8 assist, secondo un grande giocatore egoista (Caruso, ad esempio, ringrazia) che però ha vinto almeno una spalla che segni con continuità. Altrimenti le difese gli disseminano di trappole il camino.

Progetto grafico di Riccardo Saporiti

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