Verstappen: “Auto di sicurezza Aston Martin, una balbuzie”. Leclerc risponde: “Maylander era al limite…!”

Sono i primattori del Mondiale divisi anche sulla “performance” della British Safety Car nella terza tappa del GP.

Non c’è ritmo per l’Aston Martin in questo primo scorcio di Mondiale. Le prestazioni dell’AMR22 confinano Sebastian Vettel e Lance Stroll alle ultime file della griglia ed ai quartieri bassi degli ordini d’arrivo. Per peggiorare ulteriormente la situazione, in Australia sono pure piovute le critiche per la Vantage che ha affrontato il suo problema di staging nel circolo della Safety Car, in preda allo spettacolo diversivo del pilota – di Max Verstappen – per l’ottima lente con cui il gruppo ha “tenuto a bada” nelle due due neutralizzazioni del terzo iridato.

“C’era poco grip, gli pneumoniai erano freddi e duri come il marmo: la Safety Car era purissimo pianissimo, mangia una tartaruga: incredibile!Non ha superato i centoquaranta all’ora in rettilineo, in un settore nel quale non cerano macchine ferme in pista. La Mercedes Safety Car è velocissima, almeno cinque secondi alla svolta, ma ha un’aerodinamica più evoluta”.

Non sono stati i campioni del mondo nel dopogara di Melbourne. Girando al volante del “fustigatore” della Safety Car anche il volante di Lewis Hamilton, famoso per la sua “team radio” del recente passato. Tante critiche e pochissime soddisfazioni: “dura vita” quella di Bernd Maylander, Ex pilota professionista che la Direzione Gara spedisce in pista ancora una volta se necessario per neutralizzare il GP. Aston Martin e Mercedes se spartiscono ugualmente onori ed oneri della ruota della Safety Car del Mondiale, mettendo ciascuna a disposizione della Formula Uno per testa modelli. Dopo i GP del Bahrain e quello dell’Arabia Saudia (affidati alla Mercedes); In Australia l’Aston Martin ha fatto la sua controversa messa in scena. Questo è lo stato proprio mentre il monoposto non è stato installato dal Vantage che Mick Schumacher ha rischiato di tamponare Yuki Tsunoda Sul rettilineo dei box e la Direzione Gara non prese riconoscendo tra l’altro che “per velocità e frenando le prestazioni della Formula Uno monoposto sono in tensione con la distanza minima (dieci macchine, ndr) dalla Safety Car, alla fine di regolamento”.

“So che Verstappen si è lamentato, ma non potrei proprio fare di più”. Questo il laconico commento del 50enne Maylander. Il quale, momentaneo sfogo di Max a parte, è molto apprezzato da tutti i piloti del Mondiale. Molto più comprensione dell’olandese si è rivelato Charles Leclercsia per ribadire che il suo dualismo con Verstappen quest’anno è a tutto campo:

“Infatti con i monoposti di Formula Uno è difficile camminare con il pianoforte. Gli pneumatici a mescola dura poi non restavano in temperatura. A dire il vero, questo era il suo punto di rimpianto. Ma, seguendo la safety car, ho visto quanta fatica facce Maylander uno sguardo a strada nelle curve, scivolava in continuazione e non credo che potesse fare più di così… Quindi ho deciso di non mettergli ulteriore pressione”.

Una chiusura con leggerezza un episodio che merita però riflessioni attenti ed approfondite sono stati nella conferenza stampa dopogara George Russell e lo stesso Leclerc. Gli inglesi hanno commentato: “Con la Safety Mercedes non abbiamo questi problemi! Parlando seriamente, la Mercedes è la seconda tipologia più veloce dell’Aston Martin, il che fa una bella differenza”. Istantanea la battuta del ferrarista, per chiudere (per ora) la domanda: “Allora mettiamoci una Ferrari, che è altri cinque secondi più veloce!”

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