Adriano Panatta presenta in anteprima a Treviso le docuserie “Una squadra”

Se lo chiamiuna squadra“La nuova docuserie firmata Domenico Procacci che racconta la storia della Nazionale Italiana di tennis vincitrice della Coppa Davis nel 1976. Quattro talenti cristallini, quattro atleti fortissimi, quattro uomini dalla grande personalità: Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Antonio Zugarelli e Nicola Pietrangeli arrivano capitano.

la Serie

Tutti insieme no ha deciso di tornare indietro de 45 anni e svelare gli aneddoti più curiosi ripercorrendo le loro strepitose carriere in nazionale attraverso un film documentario prodotto da Fandango, Sky e Luce Cinecittà e direttamente dal regista e produttore Domenico Procacci. Sei episodi che andranno in onda su documentari sul cielo da sabato 14 maggio. Per sapere in anticipo che hanno caratterizzato la dieta delle quinte riprese, Adriano e Domenico hanno organizzato un evento speciale a Treviso, in collaborazione con il Comune, il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea e Assindustria Veneto Centro, in un programma presso il Comune teatro “Mario del Monaco” mercoledì 11 maggio a partire dal 18. “Una Squadra” sarà discussa e proiettata in anticipo in quanto è diventata la città di adozione di Panatta, a luogo dove si è è è ambientato così bien aver aver realizzato negli ultimi mesi l’Adriano Panatta Racquet Club, un luogo dove trascorrere il tempo libero praticando sport, stando all’aria aperta, prendendosi cura degli stessi e del proprio corpo.

Il commento

«E stato molto divertente tornare indietro de 45 anni e ricordare quanto io, Corrado, Paolo e Tonino insieme al nostro capitano Nicola, in tutta la nostra diversità, speriamo di completare la squadra della nazionale italiana, vincente. Domenico Procacci è stato entusiasta della sua grande professionalità come registratore e produttore di girare fuori in questo film documentario che è stato visto in tutto il mondo durante Davis, facendo ridere quel trattamento emotivo che era sempre difficile emergere. Spero che il grande pubblico apprezzerà che vedo un modo moderno di affrontarlo attraverso una macchina per la diga”, conclude Panatta. .

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