Ciclismo, guida al Giro d’Italia: previsioni, favoriti e viaggio

Umberto Preite Martinez

È un Giro con poco tempo al cronometro e con tanto tempo rimasto, anche quasi sotto il fatidico sonno dei 2000 metri di quota, sopra e quali aumenta l’importanza di caratteristiche come la resistenza e la capacità di respirare bene in quota. È sopra quell’ quindi altitudine che di solo si fa la differenza fra chi semplicemente va forte in salita e chi è invece uno scalatore di mestiere. Un Giro, insonne, che presenta coprire a lungo tutti gli altri che potrebbero rafforzare la resistenza del contendente in maglia rosa ed evidenziare il fondo di alcuni de essi.

Gabriele Gianuzzi

Dopo le tappe in terra ungherese, che tre volte rimarranno negli annali Sicilia con Giro riparte dalla l’ormai classico arrivo in quota sull’Etna. I 1358 metri di dislivello spalmati su 22,8 km potrebbero rimare indigeribile a qualcuno, a maggior ragione dopo il lungo trasferimento e il giorno di riposo, ma difficilmente nessun favorito andrà all in. La tappa 7 di venerdì 13 maggio sembra una volta perfetta per qualche imboscata. A meno di un metro dall’appartamento (4.500 metri dal pieno dislivello), l’uscita è poco avvertita e la strada tortuosa facilita l’attacco. La doppia scalata al Blockhaus chiuderà in bellezza la prima settimana dopo la panoramica tappa di Napoli. La prima salita è la versione “facile” (non 1200 m di dislivello), mentre la seconda, da Roccamorice, punterà al 13-14%.

La seconda settimana sarà un lungo trasferimento alle Alpi, la bocca dei morti marchigiani semina la versione decaffeinato di quello che siamo abituati a vedere alla Tirreno e la tappa 12-13 con Passo del Bocco e Colle di Nava che seminano il trampolino di lancio del lancio per fughe numerose ma poco succulente dal punto di vista della classifica generale. La tappa 14 di Torino con l’impegnativo circuito con doppia Superga e triplo Colle della Maddalena racchiusi in 80 km può essere difficile da controllare. Il giorno successivo le pendenze non eccessive e gli interminabili fondovalle della Valle D’Aosta non devono riservare sorprese (c’è da dire però che in una tappa simil Carapaz gottò le basi por la victortoria del 2019).

La tappa che chiuderà il secondo settantenne. Gli ultimi 15 km da Veio a Cogne sono stati un lungo falsopiano al 3-4% della media che potrebbe confermare o ribaltare il risultato.

Gli ultimi sette giorni è quello che senza dubbio genera più attesa. Se inizi forte il martedì con il passo Crocedomini ad aprire la strada verso il Mortirolo (da Monno, quindi più dolce) e il valico Santa Cristina prima dell’Aprica: 13 km sotto al 10%. La cappa 17 ci porterà in Trentino con due GPM di prima categoria, cioè Passo del Vetriolo e Monterovere: percorso lungo (12 e 8 km rispettosi) e ultimo (pendenza media 10% e punto 12-15%).

La 19a tappa con il confinamento in Slovenia semina il design apposta per testare gli sfidanti nella salita finale verso il santuario di Castelmonte in vista del gran finale di sabato: Passo San Pellegrino, Passo Pordoi (Cima Coppi con i suoi 2.239 m) e Passo Fedaia . Qui si decide buona parte delle qualifiche del Giro. Da Malga Ciapela all’arrivo ci sono 6 km interterminabili costantemente sopra l’11% con punto al 18%.

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Il profilo dell’ultima tappa online che probabilmente deciderà le sorti di questa edizione del Giro d’Italia.

Infine la cronometro di Verona chiuderà il Giro con la tradizionale saletta delle Torricelle e la sfilata dentro l’Arena, più difficile se riuscissi a recuperare più di 20-30” in quegli ultimi 17.4 chilometri.

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