Il capo è l’italiano Roberto Dalla-Corriere.it

hanno dato Daniele Sparsi

Undici cento telecamere, la regia viene curata da remoto della centrale inglese di Biggin Hill. «E in futuro riprese sempre più realistiche, lo prenderemo in considerazione»

Penombra e bagliori dei monitor. Silenzio e comunicazioni ultra veloci, all’interno del Centro multimediale e tecnologico di Formula 1 Viene creato un centimetro per essere smontato come un Lego, spedito e riassemblato sui circuiti di tutto il mondo. Metodi utilizzati dall’industria aeronautica. È uno dei più luoghi segreti, che conosce le sue immagini, la sua grafica e tutti i suoi contenuti in tv. Li vediamo da casa, vengono distribuiti a 83 emittenti che li trasmettono in 130 Paesi.

A dirigere 300 persone è un ingegnere italianoRoberto Dalla. Ex Ferrari, ora è in F1 da Ross Brawn. Convalida il badge magnetico, indossalo scorrevoli se pronto, il paddock di Imola (teatro dell’ultima corsa, questo fine settimana se va a Miami) è un due passi. Show one screen, è uno dei tanti collegati agli hangar accanto a Biggin Hill, piccolo aeroporto della Royal Air Force a 28 km da Londra. «Facciamo quasi metà del lavoro da remoto, la pandemia ci ha imposto una rapida svolta. Premium del 2020 svolgevamo tutto da qui, abbiamo spostato 300 tonnellate di materiale e 300 persone ad ogni gara. Adesso sul campo ne mandiamo 160, gli altri 140 adesso dall’Inghilterra».

La divisione della gara è netta: gli uomini in pista acquisiscono le immagini dalle 24 telecamere fisse (sulle altre piste sono di più), dalle quattro camera car su ognuna delle venti monoposto. Con quelle speciali (elicotteri, caschi, fly camera) se supera la quota di 100. «Un cugino reale delle telecamere fisse fatta qui dentro. La selezione viene inviata a Biggin Hill quando il “regista principale” accende tutte le altre immagini, io le ripeto e le distribuisce al mondo. Seguirò la decima parte di calcio in contemporanea». Le due centrali sono collegate atraverso due doppie linee a fibra ottica, «in caso di emergenza, come capitano nel 2021 a Imola quando saltava la fibra, se passava la distribuzione via satellite. È un prodotto molto semplice e importante che funziona». In questo modo la macchina continuerà a girare, senza collegamenti, infatti, «cieche». attraverso il Centro media e tecnologia infatti passa anche «tutta la parte sportiva». I dati cronometrici e la telemetria delle macchine: «Ma noi funzioniamo soltanto como un “tube”, c’è un accordo con i team per quale il non possiamo vedere i dati delle vetture delle. Se non quella piccolissima parte pubblica, che poi mandiamo in onda. I segreti restano segreti».


Dalla, bolognese, è il boss dell’elettronica alla Ferrari, da quando aveva dieci anni alla Magneti Marelli, prima di questa esperienza con Liberty, not aveva conoscenza di tv: «Il mio vecchio boss alla FerrariRoss Brown, me la butta lì: “Ti va di vedere la F1 da un’altra prospettiva?” Il mio incarico è stato porte le modalità operative delle scuderie nella realtà dei media. A 60 anni sono stato trasferito in Inghilterra, la famiglia è ancora qui. Ma sono stati anni di sfide incredibili e altre stanno per arrivare».

La F1 infatti studia riprese ancora più realistiche, le microcamere nei caschi (obbligatorie per tutti i piloti dal 2023) rappresentano solo il primo passo. «Integrerò quell’immagine nel nostro sistema, non è facile: è bello vedere l’ondulazione che “vibra”, se si muove, la mia bisognava trovare un compromesso». Per non far il mal di mare a chi è a davanti alla tv arriverà. “Sto pensando a cosa farò, le telecamere a bordo per darmi un’idea dello stress della macchina e del pilota in futuro.” Con un’ulteriore spinta sulla realtà virtuale, per raggiungere un sonno: «Portare en pista il 21° pilota: il ragazzino, che collegandosi da casa durante la gara, sfida Hamilton».

4 maggio 2022 (modificato il 4 maggio 2022 | 09:27)

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